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Stati generali dell’Appennino Tre giorni per fare il punto

Dall’8 al 10 novembre in Toscana il convegno "L’Appennino che verrà" servirà per stilare un documento da consegnare al governo

Si aprono venerdì 8 novembre per chiudersi domenica 10, gli Stati Generali delle Comunità dell’Appennino nelle tre sedi di Bagno di Romagna ( FC), Santa Sofia (Fc) e Badia Prataglia (Ar). Si parlerà di biodiversità ed economia locale come modello per le zone appenniniche, di cultura, turismo, ambiente e del valore delle tradizioni e del paesaggio. Ancora, infrastrutture e servizi sostenibili, elementi indispensabili per la rinascita delle zone interne.

Una tre giorni tra la Romagna e la Toscana in cui ci si confronterà con l’obiettivo di scrivere insieme un manifesto che illustri una precisa idea di sviluppo e di benessere, su cui lavorare poi insieme, comunità e amministratori. Il testo finale verrà presentato all’inizio di dicembre in Umbria. La mattina di sabato 9 l’assessore regionale all’ambiente e all’energia Anna Rita Bramerini parteciperà alla sessione che si terrà a Bagno di Romagna (Fc) presso le Terme Club.

Lo scopo sarà quello di individuare problematiche comuni, proposte, istanze da sottoporre al mondo politico e alle istituzioni per rilanciare un’area che può essere al centro di una nuova idea di sviluppo locale legata al territorio anche alla luce di una possibile collaborazione tra la Toscana e l’Emilia Romagna.

Anello fondamentale di questa catena produttiva anche Slow Food Italia che porrà l’attenzione sulle criticità legate alla crisi creando nuove occasioni di lavoro per i giovani in modo da rivitalizzare i territori abbandonati.

"Il Parco – ha ricordato il presidente del Parco Luca Santini – nel ventesimo anno d ella sua istituzione non può che farsi promotore di un progetto di alto valore sociale, culturale e ambientale per sostenere e tutelare ogni iniziativa a vantaggio delle popolazioni che vivono nell’area protetta e lungo i suoi confini tra Emilia Romagna e Toscana. E’ necessario far emergere l’importanza strategica del territorio, perché capace di creare, mantenere e gestire risorse fondamentali come l’acqua, l’aria e la sua biodiversità. L’obiettivo è quello di lavorare per salvaguardare la montagna e creare opportunità per gli abitanti, le imprese e l’ambiente stesso".

Per Sonia Chellini, presidente di Slow Food Umbria e coordinatrice del progetto, "occorre porre all’attenzione nazionale le criticità di questo ampio territorio che al momento non ha voce. La crisi morde, perciò vanno cercate soluzioni partendo dalle proprie radici, creando nuove occasioni di lavoro per i giovani in modo da rivitalizzare i territori abbandonati». E Liviana Zanetti, presidente di Apt Servizi Emilia Romagna, ricordando l’intesa di azione comune siglata con Toscana Promozione sotto l’egida del Parco, sottolinea che "l’offerta di vacanza dell’Appennino tosco-emiliano romagnolo, con la sua natura incontaminata, la ricchissima enogastronomia, le tradizioni artigianali, gli antichi rituali sociali, senza dimenticare gli impianti sportivi, rappresenta una risorsa turistica dal grande potenziale, in parte ancora inesplorato.In un’epoca sempre più caratterizzata dal turismo slow, dal trionfo della tipicità, dei sapori autentici del passato, del rispetto per la biodiversità, il prodotto turistico Appennino può risultare strategico per andare alla conquista dei mercati turistici internazionali".

Per informazioni su come partecipare all’evento: 0543-4465500, segreteria@ceub.it
Link prenotazioni: http://www.ceub.it/default.asp?id_c=231&id=344#.Ui5XetJSjQR

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