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Stranieri, non solo dipendenti Puntano all’imprenditoria

Sono oltre 57mila i soggetti stranieri che fanno impresa, soprattuto nel manifatturiero e nelle costruzioni: il "caso" Prato

Negozi_cinese

Non più solo lavoratori dipendenti, ma anche imprenditori, datori di lavoro, uomini e donne che intraprendono e che rischiano capitali proprio. E’ questo l’identikit inedito di una parte degli immigrati stranieri in Italia. In Toscana, secondo dati riferito all’ultimo trimestre del 2010, sono 57.134 i soggetti stranieri che fanno impresa nella nostra regione. Di questi quasi il 50% è concentrato tra le province di Prato e Firenze. La maggioranza. oltre il 50% del totale, degli imprenditori stranieri proviene da Cina, Albania, Romania, Marocco e Germania, con i cinesi in crescita ed espansione.

IL CASO PRATO: Nella città del tessile si rivela la più alta percentuale degli imprenditori stranieri rispetto al numero totale, su 100 imprenditori infatti ben 15,3 sono di origine straniera. La media regionale toscana è inferiore in maniera sensibile e si attesta sull’8,3%. Il caso di Prato è notevole anche riguardo all’aumento del +7%, insomma la quota di imprenditori stranieri nella città continua a crescere con numeri importanti. Ovviamente gli imprenditori stranieri operano nel comparto del manifatturiero, il settore di punta dell’economia pratese, e sono cinesi.

SETTORE COSTRUZIONI: L’incremento della presenza di imprenditori di origine non italiana si rileva in maniera sensibile nel settore delle costruzioni, in questa attività la presenza di stranieri che fanno impresa è notevole per le province di Arezzo, Firenze, Lucca, Pistoia e Siena. Nel settore del commercio si trovano più imprenditori stranieri a Grosseto, Livorno, Massa Carrara e Pisa. Di Prato e della sua peculiarità abbiamo invece già detto.

ETNIA E SETTORE: Interessante anche il dato che abbina la provenienza etnica al settore d’impresa. Gli immigrati imprenditori che provengono dai paesi dell’est Europa come la Romania, l’Albania, la Serbia e il Montenegro, si trovano soprattutto nel settore delle costruzioni. Più dediti al commercio i cittadini del Bangladesh, i marocchini, i senegalesi. Si distinguono i cinesi che, specie a Prato, gestiscono e intraprendono nel settore manifatturiero.

LE RIFLESSIONI: La Fondazione Moressa che si occupa della raccolta e dell’analisi dei dati, propone alcune chiavi di lettura del fenomeno, indicando intanto la fertilità del territorio toscano che dà spazio all’imprenditoria straniera, soprattuto in zone dove la concentrazione della popolazione migrante è molto forte. E’ il caso dei cinesi nella lunga fascia urbanizzata che collega il territorio di Prato a quello di Firenze. Va detto che oltre al classico manifatturiero, nascono a ritmi notevoli una serie di "imprese etniche" che si occupano del fabbisogno di merci e servizi delle corpose comunità di emigrati che risiedono in Toscana e in generale in Italia. Gli analisti pongono anche l’accento sulla particolare "propensione al rischio d’impresa" che connota le comunità straniere in territorio toscano.

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