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Susan George: la finanza etica contro la crisi

Socializzare le banche che hanno ricevuto aiuti dagli Stati e preservare il welfare state europeo: le proposte dell’economista ospite a Terra Futura

Di chi è la responsabilità della crisi? Il problema è davvero il debito pubblico degli Stati o è piuttosto la finanza privata ad aver trascinato il sistema nella situazione catastrofica che stiamo vivendo? La questione cocente è stata al centro dell’incontro con l’economista franco-americana Susan George, presidente del Transnational Institute di Amsterdam e attivista contro le disuguaglianze della globalizzazione, che ha aperto la seconda giornata di Terra Futura.

Susan George ha spiegato come le banche hanno utilizzato i soldi dei risparmiatori per speculare, indebitandosi e diventando “troppo grandi per fallire”, così i governi hanno pagato somme enormi per salvarle: un recente rapporto stilato dalla Federal Reserve americana stima in 16 trilioni di dollari la somma spesa per tenere a galla il sistema bancario degli Stati Uniti.

La proposta che ha lanciato l’economista è proprio quella di socializzare le banche che hanno ricevuto fondi pubblici, farle gestire da dipendenti pubblici e metterle al servizio di una società orientata al bene comune.
Anche perché nel frattempo il Pil è sceso, la disoccupazione è aumentata e le entrate anche per gli stati si sono ridotte, aprendo la strada a quelle politiche di austerità che oltre ad aumentare le disuguaglianze sociali servono solo a deprimere ancora di più l’economia.

“Noi la chiamiamo crisi ma la crisi è un momento della malattia dove o si muore o si recupera, la nostra ormai è una situazione cronica – ha spiegato l’economista – l’austerità è la scusa per privatizzare i servizi pubblici come la scuola, i trasporti, la sanità, ma senza welfare state l’Europa diventerà come gli Stati Uniti e cresceranno i poveri, che già adesso sono più di 120 milioni di persone”.
Cosa possono fare i cittadini dell’Ue per evitare che quello che è successo in Grecia dilaghi presto in tutto il continente? Scegliere di mettere in mano i propri risparmi solo alla finanza etica, come Banca Etica, organizzarsi e lottare insieme.
“Sindacalisti, ambientalisti, donne e giovani, che stanno pagando il prezzo maggiore, devono mettersi insieme e protestare, per chiedere all’Unione e agli stati leggi che controllino le banche, l’abbattimento dei paradisi fiscali e una finanza sociale, legata all’economia reale non alle speculazioni” ha spiegato Susan George al pubblico di Terra Futura che era molto numeroso, a dimostrazione che i cittadini sono consapevoli che le tematiche dell’ambiente e quelle della giustizia sociale sono interconnesse.

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