Tartarughe 'cercano casa' in Maremma

L'ateneo pisano ha presentato alla Regione Toscana una richiesta per creare a Massa Marittima un centro europeo per la ricerca e la conservazione delle testuggini mediterranee

Dopo la chiusura, le vicende giudiziarie e le polemiche sulla sua gestione, l’ex “Carapax” - il centro di studi e protezione delle tartarughe mediterranee – inizierà una nuova vita, tornando ad essere un punto di eccellenza a livello internazionale. L'annuncio è arrivato dall'Università di Pisa, che con il suo Museo di Storia naturale, gestisce adesso la struttura, insieme alla Comunità montana delle Colline Metallifere. L'ateneo ha infatti presentato alla Regione Toscana una richiesta per creare in Maremma un centro europeo per la ricerca e la conservazione delle testuggini mediterranee.

L'idea è quello di realizzare il centro, almeno inizialmente, in località Malfatto, a Massa Marittima, ampliando le strutture già esistenti. “Quando le opere di ristrutturazione saranno terminate – spiega Roberto Barbuti, vicedirettore del Museo di Storia Naturale e responsabile del progetto - il centro sarà ricollocato presso il sito del ex Carapax, luogo più adatto per le sue caratteristiche climatiche e logistiche”.

Dopo le traversie giudiziarie che hanno riguardato la precedente gestione, la sorte del centro è finita anche sulle colonne del britannico “The Guardian”, che nei giorni scorsi ha denunciato lo stato di abbandono e l'incuria in cui sono stati lasciati a vivere centinaia di esemplari di tartarughe palustri americane. L'Università di Pisa e la Comunità montana puntano quindi a un rilancio di tutta l’area.

“Nel corso dei procedimenti giudiziari - osserva il prof. Barbuti - dal Centro Carapax sono scomparsi gli esemplari più pregiati e sono rimaste solamente le tartarughe palustri americane che, normalmente vendute come 'pet' da piccole diventano, una volta cresciute, un problema per i proprietari che spesso le abbandonano in ambiente naturale con grave danno per gli ecosistemi”. Questi esemplari, rimasti presso l’ex Centro Carapax, sono ancora sotto la custodia del precedente gestore – spiega una nota dell'Università di Pisa - e non possono essere spostate a causa delle due ordinanze di sequestro sanitario del sindaco di Massa Marittima. Nei laghetti che ospitano le tartarughe era infatti stata riscontrata la presenza di un ceppo di salmonella pericoloso per l’uomo.

L'ateneo e la comunità montana hanno comunque dato la loro disponibilità a farsi carico della gestione delle tartarughe non appena verrà affidata loro la custodia degli animali: è già stato prospettato un loro  spostamento presso il Centro Ittiogenico del Trasimeno.

03/08/2011