Cultura/

Torello e il lupo a San Fedele a Poppi

Leggende e aneddoti di un antica chiesa nel cuore del Casentino

Celebre abbazia citata fin dal X Secolo e collocata in un primo tempo nella località di Strumi, San Fedele a Poppi possiede il fascino delle antiche chiese monastiche, nate a stretto contatto con la natura e i luoghi solitari. I vari rifacimenti eseguiti nel corso dei secoli non ne hanno alterato le forme originare e l’aspetto austero che evoca sentimenti di raccoglimento e riflessione. La chiesa è impreziosita da alcuni dipinti di grande pregio, tra i quali spicca la Madonna in Trono con il Bambino del Maestro della Maddalena, il quale pur rifacendosi alla classica iconografia bizantina tradisce suggestioni proprie di Cimabue, che si riscontrano soprattutto nell’umanizzazione dei volti. In questa chiesa venivano seppelliti i Conti Guidi signori di Poppi e qui riposano anche le spoglie di una santo molto venerato nel Casentino, il Beato Torello da Poppi. Dopo varie translazioni le sacre reliquie furono sistemate nel cripta mentre la testa fu conservata in un prezioso reliquiario a forma di busto realizzato ai primi del Seicento. Alla figura di San Torello sono legate molte leggende e aneddoti: giovane scapestrato, dedito al gioco e alle donne, Torello si convertì dopo aver sentito un gallo “cantare tre volte” e divenne monaco scegliendo come luogo del suo eremitaggio una zona impervia del Casentino conosciuta con il nome di Avellaneto. Oltre a praticare digiuno e penitenza, Torello riuscì ad avvicinarsi anche gli animali selvatici della foresta. In particolare il beato riuscì da ammansire il terribile lupo “Mannino” e a strappare dalla sue fauci un povero bambino rapito sul greto di un fiume. Anche i conti Guidi, dopo che aver sentito parlare del prodigio, riconobbero il valore di Torello e gli inviarono doni e regalie. Torello però non volle tenersi tutto per sé e divise il cibo che aveva ricevuto proprio con il lupo Mannino, divenuto adesso suo fedele compagno.

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