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Toscana, ecco l’economia green Con un occhio al futuro. E uno al Pil

La Giunta Regionale ha approvato il Paer, il piano ambientale ed energetico. Tra le priorità la difesa del suolo, la valorizzazione delle rinnovabili nel segno della ricerca e della produzione

Green Economy

Economia, sostenibilità, lavoro. Tre parole sulle quali si fonda la Toscana del futuro. A porre le prime “pietre” sulle quali costruire la regione del domani è stata l’approvazione del piano ambientale ed energetico, da parte della Giunta regionale toscana. Un piano di opere pubbliche che mira alla difesa del territorio ed alla sua messa in sicurezza. Per la prima volta il “Paer” segna un cambio di passo nella politica della programmazione delle risorse. Stima innanzitutto il fabbisogno per la realizzazione dei vari interventi nel medio-lungo periodo, in un arco temporale 2014-2030 e prevede un percorso che prenda in considerazione i vari canali per il finanziamento, sia regionali, nazionali che comunitari. In particolare, per il programma straordinario degli interventi strategici per la risorsa idrica la Regione ha stimato un fabbisogno di 875 milioni di euro. Per la difesa del suolo, un fabbisogno minimo di 1,5 miliardi di euro. Per gli interventi strategici per la difesa della costa 190 milioni di euro e per il programma pluriennale per la sicurezza sismica 390 milioni di euro.

E se la green economy rappresenta il futuro ecco che – sempre secondo le stime – gli investimenti previsti dal piano regionale potrebbero produrre un incremento percentuale medio del Pil pari allo 0,2% (0,3% al 2030). A questo si associa un aumento medio dell’occupazione regionale dello 0,26% (0,4% al 2030) che corrisponde a circa 4700 unità lavorative in più all’anno.
 
Tra le priorità della Regione Toscana c’è quindi la creazione di una vera e propria economia green che sappia includere uno sviluppo basato su ricerca, produzione, installazione impianti, consumo sostenibile e efficienza. Così tra gli obiettivi della Giunta c’è quello di puntare allo sviluppo di nuove forme di riutilizzo dei rifiuti, alla diversificazione degli usi dalla fonte geotermica, uso degli scarti agricoli e di manutenzione delle aree boscate per la produzione di energia ma anche valorizzazione del legno per l’impiego nella eco-edilizia.
 
 
 
 
 
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