Attualità/

Toscana, nuova legge sulla partecipazione

"La Regione ci sta già lavorando": l’annuncio arriva dall’assessore Nencini nel corso dell’iniziativa "Guardando al futuro"

Una nuova legge regionale sulla partecipazione che aggiorni e renda più flessibile e attuabile un percorso di coinvolgimento dei giovani nelle decisioni pubbliche. Un percorso che dovrà prevedere, fra le altre cose, anche il voto a 16 anni per l’elezione degli organismi periferici che potranno essere istituiti dai Comuni. Lo ha annunciato l’assessore alle riforme Riccardo Nencini portando oggi il suo saluto all’iniziativa “Guardando al futuro”, promossa dal Forum dei giovani sul tema della partecipazione e ospitato dalla Regione nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati. “Un tema, quello della partecipazione, che è oggi più che mai attuale – ha commentato Nencini – perchè siamo, non solo in Italia ma in tutta Europa, alla fine del ciclo riassumibile con lo slogan ‘un uomo solo al comando’. Oggi la gravità della situazione impone soluzioni che non possono non passare per una nuova centralità dei luoghi decisionali pubblici e per la rivitalizzazione della partecipazione. E’ un’occasione propizia, che anche l’Italia deve cogliere al volo se vogliamo rifondare le basi della democrazia rappresentativa”.

La Toscana, avverte Nencini, ci sta già lavorando. E lo farà mettendo mano ad una nuova legge. “Nel nuovo testo stiamo pensando – spiega – di consigliare ai Comuni che non sono tenuti a farlo per legge (in Toscana lo sarebbe oggi solo quello di Firenze) di dotarsi di organismi periferici a costo zero come ad esempio i portavoce di quartiere. Per questi organismi pensiamo di dare la possibilità di voto anche ai sedicenni”. Partecipazione, l’attuale legge scadrà nel 2013 La legge toscana sulla partecipazione, la n. 69 del 2007, è in vigore dal 2008 e dopo cinque anni, caso più unico che raro, cesserà di operare se non sarà formalmente riapprovata, confermata o modificata, alla luce anche di una valutazione degli effetti che ha prodotto. A prevederlo è la stessa legge, che decadrà dunque a gennaio 2013. La Toscana è stata la prima regione in Italia a legiferare sulla partecipazione. I cittadini possono essere coinvolti in processi partecipativi su interventi di grande impatto sul territorio regionale o su progetti di dimensione locale.

A richiedere l’apertura di un processo possono essere oggi tanto gli enti locali quanto i cittadini che raccoglieranno le firme necessarie. Nel primo caso, quello degli interventi di grande impatto sul territorio, è prevista l’apertura di un Dibattito pubblico regionale, un po’ come accade da alcuni anni in Francia. Nel secondo caso, quello di progetti di dimensione locale, è previsto l’avvio di un processo partecipativo, la cui forma può cambiare di volta in volta. L’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione è l’organo indipendente e al di sopra delle parti che gestisce i dibattiti pubblici sui grandi interventi e che valuta i progetti locali e li ammette al sostegno regionale. È composta da una sola persona ed è eletta dal Consiglio regionale. La discussione pubblica su un progetto non può durare più di sei mesi.

I più popolari su intoscana