ToscanaFutura, a Pistoia un incontro per le strade di domani

di Barbara Mottola

Opere pubbliche e sostenibilità ambientale, progettazione paesaggistica e nuove tecnologie, economia pubblica e sicurezza delle strade sono i fili che si intrecciano in un quadro chiamato ToscanaFutura.

Quando si parla di sviluppo, alle volte le idee si incrociano, e gli stimoli per creare futuro si moltiplicano. È quello che è successo a Pistoia, il 20 giugno, nel seminario ‘Il patrimonio stradale, leva di sviluppo tra criticità e crescita’: un incontro per immaginare una ToscanaFutura. Ed è questo il nome che è stato dato ad ‘Aspettando Primavera 2020’, l’anteprima del festival Primavera d’Impresa incentrato sul B2B, che si è aperto parlando di strade ma che approfondirà tutti i temi che riguardano lo sviluppo della regione.

Ospitati nella lussureggiante cornice del Nursery Camp della Vannucci Piante, i presenti si sono confrontati sulle prospettive nella difficile arte della gestione delle infrastrutture, che da sempre pone problemi meno banali di quanto sembri. La necessità di un cambiamento di passo diventa evidente già a partire dai saluti dell’Assessore Vincenzo Ceccarelli, che ha sottolineato come la complessità dell’ammodernamento delle opere derivi anche da progetti realizzati in larga parte tra gli anni Sessanta e Settanta, seguendo criteri evidentemente inadeguati alle esigenze che bisogna soddisfare oggi.

Durante la giornata, gli interventi che raccontano come possono essere costruite le strade di domani: più sicure, più funzionali, più sostenibili. Così, Maurizio Bocci - professore del Dipartimento ICEA dell'Università politecnica dele Marche - ha quantificato la consistenza del patrimonio stradale nazionale, i costi da sostenere per la sua manutenzione, e come ottimizzare le sempre scarse risorse a disposizione degli enti pubblici. Alberto Giuntoli, professore e paesaggista dell'Università degli Studi di Firenze, ha concentrato l’attenzione sui miglioramenti derivanti da una progettazione della viabilità che tiene conto della funzione del verde. Mentre i professori Marradi e Tebaldi, entrambi ingegneri delle università di Pisa e Parma, parlando di argomenti tecnici come il rilevamento degli ammaloramenti e la ricerca sui nuovi materiali edili, hanno aperto finestre sulla bellezza del paesaggio, sull’impatto ambientale dei lavori, sulla necessità di infrastrutture che favoriscano il turismo e l’urbanizzazione sostenibile, e sulla possibilità di garantire più sicurezza agli automobilisti.

Infine, la dimostrazione dell’utilizzo del Multi Functional Vehicle (MFV), una tecnologia che può semplificare e migliorare le operazioni di manutenzione stradale.

 

 

Tecnologia, edilizia e progettazione. Corretta amministrazione delle risorse economiche e sviluppo. Paesaggio, ambiente e turismo. Tutto è confluito nella speranza, di cui si fanno voce prima di tutto i costruttori, che si trovi un modo diverso di lavorare insieme: imprese, ricercatori, università e amministrazioni. Perché valorizzare il patrimonio stradale non significa soltanto una gettata di asfalto nuovo, ma la ricerca di un complesso equilibrio tra funzionalità, valorizzazione del verde, bioedilizia, sostenibilità economica, sicurezza stradel e, perché no, pura e semplice bellezza estetica. E tutto il rispetto che la Toscana si merita.

28/06/2019