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Travel 2.0, frontiera occupazionale 250mila posti di lavoro in più

L’impulso del web nell’industria turistica secondo la ricerca realizzata da Oxford Economics per Google

Con l’incremento dei contenuti turistici online in Italia si potrebbe dare un impulso all’economia per 250mila posti di lavoro in più, pari addirittura all’1% del Pil. Questo uno dei dati cruciali della ricerca realizzata per Google da “Oxford Economics”, che è stata presentata alla Bto di Firenze, e che ha studiato i casi di Grecia, Italia e Spagna sul tema del Travel 2.0.

Secondo lo studio, il 51% delle famiglie usa internet per viaggiare e nella scelta della destinazione delle vacanze la rete è la seconda fonte, dietro solo ai suggerimenti degli amici. Però, anche se la domanda di turismo si sta orientando sempre di più verso l’ambiente online, solo una proporzione relativamente bassa di operatori in Spagna, Italia e Grecia usa il commercio elettronico per entrare in contatto con potenziali clienti.

Un tale squilibrio presenta una significativa opportunità per incrementare le vendite, mediante un’adozione più ampia da parte del settore delle piattaforme di vendita e di marketing via Internet. “L’Italia può contare su un brand fatto di prodotti, di stile di vita, di cultura apprezzato e ricercato all’estero, il Made in Italy, ancora poco presente online – spiega Diego Ciulli, di Google Italy – in questo senso internet può rappresentare uno straordinario volano di crescita per far conoscere le eccellenze del nostro Paese e proprio per questo, come ha annunciato Eric Schmidt a Roma lo scorso ottobre, Google ha deciso di investire in un progetto sul Made in Italy”.

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