Enogastronomia/

Turismo enogastronomico, è boom

L’Europa fa il punto a Volterra: piace il business legato a vino e prodotti tipici

Tre giorni per fare il punto sul turismo enogastronomico: dal 13 al 15 aprile Volterra ospiterà alla Scuola Internazionale di Alta Formazione (SIAF) la prima conferenza europea dedicata al “Wine and food”, settore che riscuote sempre maggiore interesse, da parte degli operatori e da parte di chi sceglie questa particolare forma di turismo come strumento per conoscere e apprezzare il territorio e i suoi prodotti. La conferenza è organizzata dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dall’Associazione Nazionale Città del Vino e dal Dipartimento di Agronomia e Gestione dell’Agroecosistema dell’Università di Pisa con altre istituzioni europee e si avvale del contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra e del patrocinio della Provincia di Pisa, della Regione Toscana, del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e del Ministero del Turismo. A Volterra si ritroveranno trenta studiosi provenienti dall’Italia, dall’Europa (Francia, Croazia, Slovenia, Spagna Portogallo, Norvegia, Turchia) e da altri continenti (Australia, Canada e Stati Uniti). Dal punto di vista scientifico sarà centrale l’intreccio di discipline, dall’economia, all’ICT, sino alla statistica e all’agronomia.

I casi proposti riguarderanno aree geografiche diverse: si oscillerà dalle regioni vinicole italiane (Toscana ma anche Friuli Venezia Giulia e Marche) alle Canarie, al Brasile, alla Nuova Scozia o, per tornare all’Europa, alla Spagna, alla Borgogna, alla Slovenia e alla Cappadocia. «Sempre di più, negli ultimi anni – dice Maria Francesca Romano, responsabile scientifico del convegno e docente di statistica sociale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – il turismo enogastronomico è salito alla ribalta nel dibattito pubblico e nel mondo accademico. Imprese ed enti considerano il settore essenziale per la crescita dei territori, anche in termini di sviluppo sostenibile. Le università hanno intensificato le ricerche in questo campo, ma a livello italiano si registrano ritardi e una certa mancanza di integrazione fra le varie discipline. Per questo motivo è necessario rinsaldare il rapporto fra istituzioni ed enti di ricerca; la speranza è che la Prima Conferenza Europea sul Turismo Enogastronomico possa servire anche a questo, a far ricadere sul territorio le buone pratiche adottate altrove, a dare idee e spunti».

Il team di Maria Francesca romano si occupa di turismo dal 2005. In particolare il gruppo è stato fra i primi in Italia a sperimentare le nuove tecnologie ICT nelle indagini sociali intervistando i turisti attraverso computer palmari. “La prima esperienza pilota – continua– è stata a Terricciola (Pisa) nel 2006, poi abbiamo eseguito indagini a Volterra e in Valdelsa (Siena)”. Base comune di tutte queste ricerche era di capire le inclinazioni e i percorsi dei “turisti reali” che visitano certi territori. Incrociando le informazioni con quelle ricavate da questionari web, il risultato è stato un’inedita fotografia delle potenzialità turistiche di specifiche zone. “La nostra metodologia – aggiunge Francesca Romano – è multidiscilinare ed ha come punti di forza una filiera di qualità delle informazioni, restituite alla comunità dei ‘decision maker’ in tempi molto brevi”. Ritornando al convegno, gli argomenti trattati rappresentano la complessità del mondo che sta dietro l’etichetta di “turismo enogastronomico”. Ad esempio sarà proposta un’analisi dei cambiamenti climatici e del suo impatto su viticoltura e paesaggio in Toscana, si presenterà l’accoppiata “vino e cultura” nel caso della Turchia (Wine tourism in Turkey through archaelogical roman sites) mentre una delle relazioni indagherà il rapporto fra media tv e turismo enogastronomico (Media-induced food and wine tourism in Marche: the phenomenon of tv reality formats produced for nordic countries). Tra i lavori presentati figurerà ovviamente quello del gruppo di ricerca di Maria Francesca Romano, dedicato al linguaggio dei blog enogastronomici, per definire il vocabolario tipico degli amanti del vino e del cibo e dunque ipotizzare anche il grado di efficacia dei siti di promozione territoriale, cercando di capire se e quanto “parlano” la stessa lingua dei potenziali “turisti”.

Al convegno parteciperanno tre “invitati speciali”, riconosciuti come autorità internazionali in materia di turismo. Si tratta del canadese Donald Getz, professore emerito alla Haskayne School of Business, uno dei principali studiosi internazionali di eventi legati al turismo, che parlerà di turismo enogastronomico, ma al plurale, analizzando comportamenti e preferenze dei viaggiatori; del francese Stephen Charters, professore alla Reims Management School ed esperto di marketing del vino che spiegherà i «miti del turismo enogastronomico»; e dell’italiano Giancarlo Scalabrelli dell’Università di Pisa che descriverà in dettaglio, attraverso i concetti di «origine, peculiarità, autenticità e specificità», le complesse interazioni tra i fattori che determinano e caratterizzano le ricchezze enogastronomiche di un territorio. Il programma completo è disponibile su www.wineandfoodtourism.it .

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