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Uffizi, riaprono le Sale dei Primitivi: capolavori da Cimabue a Giotto

Quattordici nuove opere si vanno ad aggiungere al percorso espositivo completamente rinnovato

Riapriranno da martedì 21 aprile le Sale dei Primitivi della Galleria degli Uffizi a Firenze: si tratta della sale dalla 2 alle 7 che erano state chiuse la scorsa estate nell’ambito dei lavori dei Nuovi Uffizi e conservano capolavori come il Polittico di Badia di Giotto o le Maestà di Cimabue e Duccio di Buoninsegna.
Il percorso espositivo sarà di nuovo visibile al pubblico, con una nuova illuminazione che integra luce naturale e artificiale: tornano così visibili nella loro sede opere di Simone Martini, dei Lorenzetti e Gaddi, di Giovanni da Milano e Gentile da Fabriano.

In più le sale si arricchiscono di quattordici nuove opere, provenienti da vari depositi, scelte dal direttore degli Uffizi Antonio Natali e da Daniela Parenti, direttrice del Dipartimento pittura del Medioevo e primo Rinascimento della Galleria. Così accanto ai capolavori di Ambrogio Lorenzetti e Taddeo Gaddi hanno trovato posto nuove opere, come la Maestà e angeli del Maestro della Santa Cecilia, la Croce dipinta di Pacino di Bonaguida, un Redentore benedicente di Spinello Aretino e un trittico portatile con la Madonna in trono, Crocifissione e santi opera della Bottega di Pacino di Buonaguida.

“La conclusione dell’intervento alle prime sale che il visitatore degli Uffizi incontra nel suo cammino – ha sottolineato Antonia Pasqua Recchia, segretario generale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – rappresenta un altro importante momento verso la completa realizzazione dei Nuovi Uffizi, traguardo fondamentale nell’ambito della valorizzazione del patrimonio culturale italiano e punta di diamante del grandioso museo diffuso che è l’Italia”.

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