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Un anno di servizio civile al pronto soccorso: il racconto dei ragazzi

Sono stati 101 i giovani che hanno risposto al bando regionale e nell’ultimo anno hanno supportato pazienti e familiari nei presidi ospedalieri. Hanno condiviso la loro esperienza in un incontro in Regione Toscana

Nuovo bando per il servizio civile nei pronto soccorso

Un anno al pronto soccorso, per seguire i pazienti, accogliere loro e i familiari, oppure negli hub allestiti per le vaccinazioni contro il Covid-19. Un progetto sperimentale di servizio civile “sanitario”, inserito nel programma Giovanisì, nato per far sentire meno sole le persone nelle sale d’aspetto  Il racconto arriva direttamente dai ragazzi del servizio civile che hanno risposto al bando 2020 e che tra una settimana concluderanno questa esperienza lavorativa, ma soprattutto umana. Sono 101 in tutto e alcuni di loro hanno raccontato l’esperienza vissuta a Firenze, nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della giunta regionale.:  un modo per stilare un primo bilancio del progetto sperimentale.

La maglietta bianca con il Pegaso  e dietro la scritta “Accoglienza Pronto Soccorso”, si riconoscevano così i circa cinquantina di giovani in sala, molti altri collegati in streaming, otto che si sono alternati sul palco fisico o virtuale: Giulia, Samuele, ancora un’altra Giulia, Carolina, Majseda, Elena, Alessia e Cecilia.

“Un’autentica carica dei 101 – ha commentato il presidente della Regione Eugenio Giani  – 101 giovani entusiasti, davvero in gamba, bravi e da ringraziare”. Insieme al presidente c’erano il suo consigliere alle politiche giovanili Bernard Dika, l’assessora alle politiche giovanili Serena Spinelli e l’assessore alla salute Simone Bezzini.

Rivedi l’evento

“Un’esperienza che sicuramente ha arricchito e temprato questi ragazzi – ha commentato ancora Giani – di grande aiuto in questo caso per il servizio sanitario in un anno non semplice”. Quando i ragazzi hanno preso servizio era infatti novembre, nel pieno della seconda ondata della pandemia. Il progetto, che coinvolgeva in prima battuta trentotto pronto soccorsi, piccoli e grandi, delle tre Asl toscane, ha dovuto necessariamente riadattarsi e riorganizzarsi.

L’esperienza è stata positiva e l’auspicio emerso nella mattinata è quello di riproporre bando e progetto, finanziato  con risorse del Fondo sociale europeo, anche nel futuro. Occorrerà però attendere la nuova programmazione 2021-2027.

Il progetto si somma a quello del servizio civile regionale ordinario (che coinvolge mediamente oltre 3000 giovani ogni anno dal 2006) e ad altri progetti speciali di servizio civile. Come per il servizio civile nazionale i giovani ricevono per la loro attività un contributo mensile di 433,80 euro, con almeno trenta ore di impegno a settimana.

I numeri del pronto soccorso in Toscana

Ogni anno un milione e mezzo di cittadini toscani si rivolge al pronto soccorso, circa quattromila al giorno. Il momento dell’accoglienza e dell’attesa in un presidio ospedaliero può essere difficile da gestire ed è risultato importante, soprattutto in questo anno di pandemia,  avere qualcuno che con un sorriso ed empatia indirizza e consiglia. Come hanno fatto con successo i 101 giovani toscani nel progetto sperimentale.

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