Un nuovo Michelangelo in Chianti: la sua mano nella Pietà a Marcialla

Secondo il critico americano Robert Schoen sarebbe un disegno del Buonarroti alla base dell’affresco nella chiesa del borgo che si trova nel comune di Barberino Val d’Elsa

C’è un nuovo Michelangelo in Chianti: il critico americano Robert Schoen, considerato fra i massimi esperti del Buonarroti, ha confermato la paternità della Pietà di fine Quattrocento conservata nella chiesa di Marcialla, piccolo borgo nel comune di Barberino Val d'Elsa, nella campagna tra Firenze e Siena. Sarebbe un disegno di Michelangelo, ancora ragazzo, talentuoso ma non certo ancora artista di fama, la base dell’affresco di Marcialla secondo gli studi di Schoen, che conferma così, in chiave rinnovata, una convinzione che era già stata espressa da William Wallace, Giovanni Papini, James Beck per rimanere a tempi più recenti e di critici seguiti nel Settecento e Ottocento.

In quell'affresco, si tramanda, c'è qualcosa di Michelangelo: ma cosa di preciso? Schoen ha innestato una marcia in più sul tema dicendo che "in quell'affresco c'è l'anima di Michelangelo", anche se non la dipinse perché ancora giovane (il periodo di quest'opera è datato 1490-1493; Michelangelo è adolescente e non ha ancora committenze importanti, come quelle di ordini religiosi). Quindi, ha proseguito Schoen, un disegno, un bozzetto "forse un dono fatto per riconoscenza da Michelangelo ai padri agostiniani che lo ospitarono" mentre ragazzo girava le campagne toscane invitato proprio per il suo precoce talento artistico.

Invece, "il dipinto 'a fresco' - ha detto Schoen - apre l'ipotesi molto possibile che sia opera di Sebastiano Mainardi (1460-1513)", originario della vicina San Gimignano e artista alla bottega di Domenico Ghirlandaio di cui divenne parente sposando una figlia. Intanto per via della sigla presente sull'affresco, un acronimo: le lettere BMF. "Non vorrebbero significare Buonarroti Michelangelo Florentinus come creduto finora - spiega Robert Schoen - ma Bastiano Mainardi Florentinus. Bastiano era l'abituale diminutivo usato per chi si chiamava Sebastiano all'epoca". Schoen punta l'attenzione su un particolare di Sant'Anna riscontrabile nella stessa chiesa di Marcialla: "E' molto uguale nello stile a un San Girolamo dipinto con la Madonna e il bambino da Mainardi e presente al Bargello. Quando a Firenze ho visto quest'opera, ho pensato subito all'affresco di Marcialla". 

La ricerca di prove non si ferma: Schoen vede nell'affresco di Marcialla "la tavolozza di colori di Michelangelo" e "bellezza, semplicità e intelligenza" delle sue opere. Quindi, dal critico americano, proviene un suggerimento: "Proseguire gli studi a Marcialla con le tecnologie, con raggi infrarossi per rilevare cosa è stato dipinto sotto la Pietà visibile adesso".

06/04/2017