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Un team di under 35 per Walkman, il robot di Pisa che conquista gli Usa

Un’età media inferiore ai 30 anni quella dei ricercatori dell’Università di Pisa che hanno progettato l’umanoide

Walkman DARPA

Un’età media inferiore ai 30 anni e tutt’altro che ‘cervelli in fuga’, anzi, rappresentanti della qualità della ricerca italiana ‘in house’ al DARPA Robotics Challenge di Los Angele. I ricercatori del Centro Piaggio dell’Università di Pisa che hanno dato vita a Walkman, l’umanoide che ha partecipato il 5 e 6 giugno alla competizione robotica internazionale statunitense, hanno raccontato la loro esperienza in un incontro che si è tenuto nella sede dell’Univeristà di Pisa.

Accompagnati dai professori Antonio Bicchi e Lucia Pallottino, i giovani ricercatori – Alberto Brando (35 anni), Manuel Catalano (33 anni), Manolo Garabini (31 anni), Andrea di Basco (27 anni), Mirko Ferrati (28 anni), Corrado Pavan (28 anni) e Alessandro Settimi (28 anni), Enrico Corvaglia (27 anni) – hanno fatto parte dell’unico team italiano (e dei soli tre europei) selezionato per la sfida tra robot promossa dall’Agenzia per la ricerca avanzata del dipartimento di difesa statunitense (DARPA) che ha come obiettivo quello di definire gli standard tecnologici dei robot da impiegare in situazioni di disastro naturale o causato dall’uomo.

Il robot italiano si è classificato diciassettesimo, su una trentina di progetti presentati, ricevendo molti apprezzamenti da parte della giuria. Il ruolo del gruppo pisano nella progettazione e nella costruzione di Walkman è stato notevole: le mani del robot sono totalmente ‘made in Pisa’, e sono un’evoluzione della “Pisa-IIT Softhand” adattata agli ordini che l’automa doveva compiere in gara. Il gruppo di programmatori si è inoltre occupato dell’interfaccia uomo-pilota, cioè della messa a punto un dispositivo di collegamento e comunicazione tra il pilota umano e il robot.

Sempre nel Centro Ricerca Piaggio – che ha lavorato in tandem con l’IIT di Genova – è stato poi messo a punto il planning, ovvero la strategia che il robot avrebbe douto adottare nelle diverse situazioni per compiere determinati compiti, come ad esempio salire le scale. Walkman infatti si distingue per alcune caratteristiche che lo rendono unico, come il movimento elastico dei giunti – che gli permettono di avere un movimento fluido e sicuro nell’interazione con l’uomo e con l’ambiente – un ridotto consumo di energia, leggerezza delle gambe prive di motori lungo la parte bassa ed una maggiore versatilità e destrezza nella manipolazione.

 

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