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Una sonda nello spazio a 30.000 metri, è il Buzzi Space Trip da Prato

Gli studenti dell’Istituto Tecnico Buzzi di Prato tenteranno l’incredibile impresa il prossimo sabato 30 maggio

Per la prima volta in una scuola italiana, a Prato, viene tentato il lancio, dal cortile dell’istituto, di una sonda nella stratosfera fino a 30.000 metri per effettuare rilevazioni ambientali e riprese aree. Appuntamento, riferisce una nota, il prossimo sabato 30 maggio dal parcheggio dell’istituto tecnico Buzzi, da dove partirà il volo di ‘Buzzi Space Trip’, progetto scolastico realizzato da studenti della quinta classe di informatica.

In poco più di due ore la sonda raggiungerà la stratosfera. Il volo è concordato con Enac e Enav per non interferire con rotte civili e militari. Grazie ad un pallone meteorologico, gonfiato ad elio, sarà effettuato il lancio. A 30.000 metri il pallone, viene ancora spiegato, a causa della poca pressione che farà aumentare il volume dell’elio, toccherà il suo diametro massimo (otto metri) e poi scoppierà. La sonda inizierà così a precipitare in caduta libera fino all’apertura del paracadute.

La sonda – costruita da sette studenti tra l’altro alle prese con la maturità – è costituita da alcune schede elettroniche, tre sensori (per rilevare temperatura, pressione, altitudine), gps ed un”action cam’. L’assemblaggio dei componenti è avvenuto interamente nei locali della scuola ‘Buzzi’ nelle ore di laboratorio ed è stato seguito da un lavoro di programmazione perché i vari moduli potessero svolgere specifiche operazioni secondo le esigenze degli studenti; anzitutto il salvataggio periodico su scheda Sd dei dati raccolti dalle periferiche. Via via verrà controllata la posizione gps inviata dal modulo e, trascorso il tempo previsto di volo, nel momento in cui apparirà una posizione fissa corrispondente al punto di atterraggio, gli studenti si mobiliteranno per recuperare la sonda, che potrà ricadere nel raggio di 100-150 chilometri da Prato.

Una volta analizzata sarà possibile comprendere l’effettiva resistenza dei suoi componenti a condizioni climatiche così estreme. Inoltre, ogni cinque secondi di volo la sonda registrerà temperatura, pressione e altitudine e farà riprese aeree (60 ‘frame’ al secondo). I dati catturati dalla sonda saranno utilizzati dagli studenti per un’osservazione scientifica. La ripresa aerea coprirà tutta la durata dell’esperimento: l”action cam’ inizierà a riprendere al momento del lancio e gradualmente nell’inquadratura inizierà ad apparire una porzione sempre maggiore del pianeta, fino a mostrare la curvatura del globo terrestre.

Gli studenti del Buzzi legati al progetto sono Christian Pergola, Lorenzo Barberi, Samuele Grazioso, Davide Lascialfari, Samuele Leone, Lorenzo Fontana e Fabrizio Capasso.

Foto: Il Tirreno

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