Una sosta nel gusto a Monteveglio: la ricompensa del viaggio

di Marta Mancini

Lunedì 13 aprile, gli intrepidi pellegrini fanno tappa a Bologna. La cena "Artusiana" per loro è servita alla Trattoria del Borgo, con la collaborazione di un ristorante senese

Cosa succede quando una signora che ha passato una vita dietro ai fornelli di Murlo, in provincia di Siena, incontra e lavora fianco a fianco con uno chef emiliano?

“Non andranno certo d'accordo” - penserete voi. E invece sappiate che la titolare del ristorante toscano Il Libridinoso, insieme al collega della Trattoria del Borgo a Monteveglio, a Bologna, ne hanno di feeling quando si parla di gastronomia.

La cena del 13 aprile, ad esempio, hanno dato vita a un menù a quattro mani davvero superlativo, ad iniziare dall'antipasto, che prevedeva un assaggio di pecorini e formaggi biologici della Toscana. “Vi consiglio di mangiare anche la buccia” ci dice la senese - “ché nella buccia si sprigionano i sapori e i profumi più intensi”.

E così facciamo, tutti, nessuno escluso: nel piatto non rimane che un briciolo di confettura di pomodori verdi, giusto per non sembrare troppo veraci.

Si susseguono poi i primi e i secondi, accompagnati da vini locali. L'Emilia Romagna, in quanto al cibo, non ha proprio niente da invidiare alle altre regioni.

La cordialità di entrambi gli chef, l'atmosfera familiare della sala e le essenze delle pietanze hanno reso la serata piacevole e viva. Sono eventi come questi che aiutano a capire quanto sia importante lo scambio culturale, non chiudersi a riccio nel proprio confine e aprirsi al “diverso”.

A fine serata, il titolare del locale di Monteveglio accenna una smorfia sul volto, ricordando la tragedia del terremoto. Danni strutturali e morali, memoria che ti entra nel cuore e non se ne va più via. Emozioni da raccontare, perché d'altronde, solo diffondendo la storia si salvaguarda anche il futuro.


15/04/2015