VENERE VINCITRICE: UN CORTO SULLA VERA STORIA DI PAOLINA BONAPARTE

di Costanza Baldini
Venere Vincitrice: un corto sulla vera storia di Paolina Bonaparte

Lunedì 25 giugno sarà proiettato in anteprima al cinema Eden di Prato il cortometraggio che racconta la storia di una donna forte, volitiva e bellissima, fuori da ogni stereotipo

Il regista pratese Massimo Smuraglia dopo aver affrontato il controverso personaggio di Margherita Datini moglie del celebre mercante di Prato e prima donna-imprenditrice della storia ha rivolto la sua ricerca storico-cinematografica a Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone che soggiornò in Toscana a Bagni di Lucca e poi all’Isola d’Elba.

Ciao Massimo com’è nata l’idea di girare un cortometraggio su Paolina Bonaparte?
Nasce tutto quattro anni fa da un lavoro che avevo fatto per un’azienda che produce mobili di lusso. Nel catalogo dell’azienda c’era una citazione sull’arredamento voluto da Paolina Bonaparte nelle ville che lei frequentava, a Parigi, a Roma. Mi incuriosì e proposi all’azienda di lavorare su questo personaggio. Poi per vari motivi l’operazione si bloccò lì. Però mi è rimasta come un’ossessione perché nel frattempo avevo studiato a lungo questo personaggio e avevo scoperto che era molto diverso da quello che ci anno detto di lei. Ho visto un film degli anni ’60 che si chiama ‘Venere imperiale’ di un regista francese Jean Delannoy, con Paolina Bonaparte interpretata da Gina Lollobrigida. Paolina era tratta un po’ come un’imbecille e di facili costumi, mentre l’impressione che avevo avuto io era molto diversa, Paolina era una donna intelligente, forte, volitiva. Non casualmente la statua del Canova di Paolina si intitola ‘Venere Vincitrice’ da lì è nata l’idea di scrivere una sceneggiatura anche se non avevo nessuna idea di come l’avrei prodotta. Poi è arrivato un contributo di Nuovoimaie, un’associazione di attori che quando ha un surplus economico è obbligato per legge a metterlo a bando ed ha finanziato 314 cortometraggi tra cui il nostro.

So che è stato un lavoro molto lungo con location storiche e costumi d’epoca
Si, è stato un lavoro lungo soprattutto per i costumi perché sono filologici, anche le scarpe sono strettamente legate all’epoca. Sono dovuti al lavoro della nostra costumista Deepthi Ciappi ma soprattutto alla consulente storica che è anche la proprietaria dei costumi che si chiama Margarita Martinez e ha un bellissimo atelier a Firenze. Per le location avevamo il dubbio che non ci avrebbero fatto girare dove volevamo, invece il Mibact ci ha autorizzati a girare sia all’isola d’Elba nella villa dei Mulini e nella villa San Martino che sono le due residenze di Napoleone, sia a Villa Borghese a Roma dove c’è la statua del Canova. Ci hanno dato la possibilità di girare gratis perché hanno ritenuto che il progetto fosse importante. Dopo abbiamo girato a Palazzo Borghese a Firenze e a Villa Gerini a Sesto Fiorentino una location splendida.

Che storia hai voluto raccontare?
La storia è un pezzetto della vita di Paolina da quando parte dall’Isola d’Elba dopo che l’ha lasciata Napoleone, fino a quando scopre che Napoleone ha perso a Waterloo e viene mandato in esilio a Sant’Elena, il momento in cui per lei crolla il mondo. Malata si ripresenta nella casa del secondo marito Camillo Borghese che la accoglie. Nel mezzo ci sono vari flash back che raccontano le sue feste, la posa per la statua del Canova, una delle prime volta che una principessa di alto lignaggio posa nuda per un artista. Non rivelo il finale perché è a sorpresa.

Prima Margherita Datini, adesso Paolina Bonaparte, mi sembra che queste donne forti ti colpiscano particolarmente
Molto, soprattutto mi piace l’idea, per quanto riguarda Paolina, di poter raccontare una donna fuori da ogni stereotipo, fuori dai luoghi comuni. Una scultura di un artista come Antonio Canova che viene chiamata Venere Vincitrice indica che si rappresentava una donna bellissima, ma soprattutto si rappresentava anche una donna tosta con una sua forza e con il rifiuto costante di rispettare le regole codificate. Questo per me è affascinante, così com’è stato affascinante raccontare la storia di Margherita Datini una donna che diventa imprenditrice e conduce le attività del marito.

Questo corto dove si potrà vedere?
Il 25 giugno alle 21 c’è l’anteprima al cinema Eden di Prato
, poi lo proietteremo a Vernio aprendo la manifesta zione estiva del comune ‘Apriti chiostro’ con una presentazione della storica dell’arte Alessia Cecconi. Il 7 luglio invece torneremo all’Isola d’Elba. 

 

 

 

 

21/06/2018