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Veronica Yoko Plebani: “La bellezza per me è libertà e diversità”

Intervista alla campionessa delle Paralimpiadi che sarà ospite di un panel domenica pomeriggio a Firenze al Festival “L’eredità delle donne”. Con lei anche Camihawke, Beatrice Bruschi e Ema Stokholma

Da un grande dolore può nascere una grande forza, questa è la testimonianza e l’esempio di Veronica Yoko Plebani l’atleta paralimpica che a 15 anni è stata colpita dalla meningite batterica fulminante di tipo C. Si tratta di una malattia gravissima che, come Veronica ha spesso spiegato nelle interviste, porta tutto il sangue agli organi più importanti del corpo facendo “bruciare dall’interno” le estremità e causando così ustioni e ferite profonde. La malattia ha cambiato il suo corpo, ma Veronica ha affrontato tutto con coraggio e determinazione senza mai arrendersi. E’ diventata una pluriatleta paralimpica nelle discipline di snowboard (Sochi 2014), kayak (Rio 2016) e triathlon, per cui si allena in vista di Tokyo 2021.
Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali con una tesi sulle pari opportunità e sulla rappresentazione delle donne nello sport, da anni Veronica Yoko si occupa di diversità, uguaglianza e inclusività attraverso i canali social e con interventi all’interno di eventi, festival, conferenze e programmi televisivi. Da poco Mondadori ha pubblicato il suo primo romanzo “Fiori affamati di vita”.

Ecco la nostra intervista

Ciao Veronica! Quello che ti è capitato è stato un trauma, a cui però hai reagito nel modo migliore possibile. Secondo te quali sono stati i fattori più importanti per la tua rinascita?

Non è facile un’analisi “scientifica” della situazione, ci sono tante variabili, tanti fattori. Ho dei genitori pazzi, molto diversi tra loro, che mi sono molto serviti ad affrontare tutto quello che mi è successo. Mi ha aiutato avere la possibilità di essere vulnerabile, di potermi lasciarmi andare con loro anche ai momenti no. Coccolavano le mie tristezze. Sicuramente c’è anche una componente del mio carattere, io reagisco alle cose e questo sicuramente mi ha aiutata nell’affrontare in modo positivo alla cosa.

Hai pubblicato da poco un libro “Fiori affamati di vita”, chi sono questi fiori per te?

Il fiore è il simbolo del riuscire a sbocciare ogni anno, rifiorire in qualsiasi situazione, avere la forza di trovare la bellezza, una rinascita continua, uno stimolo per me nella vita. Nel libro racconto che quando ero in ospedale pensavo che dovevo essere come un fiore che doveva imparare a “ruggire”. Allora sembrava una cosa quasi impossibile ma io ho reagito, a un certo punto ce l’ho fatta in qualche modo.

Mi ha aiutato avere la possibilità di essere vulnerabile, di potermi lasciar andare anche ai momenti no

Tempo fa sei stata protagonista di un’intervista per VICE in cui parlavi della prima volta che hai fatto l’amore dopo le cicatrici. Il video ha fatto il boom di visualizzazioni, quanto coraggio c’è voluto per sostenere l’intervista con Irene Graziosi?

Raccontare i fatti proprio non è mai troppo facile. Negli ultimi anni ho sempre raccontato molto del mio intimo perchè ho capito che serve per gli altri. Quando serve per gli altri dà anche qualcosa indietro a me. Quando capisco che ho aiutato qualcuno a sbloccarsi in certe situazioni per me è una gratificazione immensa. Quindi semplicemente è una cosa normale per me, ne parlo anche molto nel libro. Racconto di una ragazzina adolescente (io) che si trova in un corpo diverso e deve affrontare i problemi dell’adolescenza.

Hai iniziato come canoista ora invece ti stai dedicando al Triathlon, come mai questo cambiamento?

Sono una persona che ha bisogno sempre di stimoli nuovi, di nuove avventure. Quando sono andata a Rio ho conosciuto la squadra di Paratriathlon, mi hanno detto: perchè non vieni a provare? E io non me lo sono fatta dire due volte! Mi sono catapultata in questa nuova avventura.

Per te cos’è la bellezza?

Per me la bellezza è un sentimento, sentirsi belle è un sentimento che si prova. Detto questo non è sempre facile percepirlo quando sei influenzata nel pensiero da fattori esterni della società. La bellezza per me è libertà, complessità, diversità.

Veronica Yoko Plebani sarà tra le protagoniste del panel di chiusura del festival “L’Eredità delle donne” Who’s next? Young leaders on stage, domenica 25 ottobre ore 17.45 (spazio Festa, Manifattura Tabacchi) con Camilla Boniardi (Camihawke), Ema Stokholma e Beatrice Bruschi. Conduce Tommaso Labate con Serena Dandini. 

Informazioni sull’evento:

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