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Via Francigena in Toscana: nasce il primo Prodotto turistico omogeneo

39 comuni messi insieme dalla Regione in una convenzione che punta a valorizzare l’antica strada di pellegrinaggio che oggi è percorsa da quasi 50mila turisti all’anno

Sarà la Via Francigena Toscana il primo prodotto turistico omogeneo della Regione che nasce per valorizzare l’antica via di pellegrinaggio, coinvolgendo 39 comuni attraverso una convenzione che promuova il percorso, pianifichi le attività di accoglienza e informazione e monitori i flussi dei viaggiatori, che già oggi sono quasi 50mila all’anno e che potrebbero arrivare in futuro a quota 200mila.

Per fare il punto su stato dell’arte della Francigena – per cui è in corso anche la candidatura a Patrimonio Unesco dell’Umanità – si è tenuta oggi, nell’Auditorium del Consiglio regionale a Firenze, la tappa conclusiva del ciclo di incontri dal titolo ‘La nostra Francigena’, organizzato dalla Regione per coinvolgere tutti gli attori verso la strutturazione del prodotto turistico.

Il percorso escursionistico sulla Francigena è oramai consolidato e a breve verrà approvato il tracciato definitivo, anche quello cicloturistico è stato individuato ed è in corso una verifica degli ultimi punti critici prima della definitiva approvazione; per la cartellonistica e messa in sicurezza la Regione ha recentemente messo a disposizione 315mila euro, i lavori dovrebbero concludersi entro l’estate. Situazione analoga per quanto riguarda l’ippovia, per la quale però sussistono alcuni problemi nel tratto Cisa-Lucca dove il percorso dovrebbe sfruttare il Cammino del Volto Santo.

Per quanto riguarda la ricettività, l’obiettivo principale è la creazione di una rete che metta insieme i 15 ostelli e i 487 posti letto sulla Francigena, che permetta di prenotare i pernottamenti con un sistema digitale integrato. A breve inoltre partirà un’attività informativa mirata per far conoscere la tipologia introdotta dalla nuova legge regionale sul turismo, ovvero il Rifugio escursionistico, uno strumento normativo che permette di creare strutture di accoglienza lungo i cammini riconosciuti ed è quasi conclusa una ricognizione delle strutture religiose che offrono accoglienza in forma gratuita per i pellegrini.

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