Andrea Muzzi a Intoscana Incucina: “Porto al cinema i campioni del fallimento”

di Ilaria Giannini

Doveva fare il fornaio invece è diventato un attore e nel suo prossimo film da regista, “All’alba perderò”, raccoglierà le avventure dei fuoriclasse della sconfitta

 

 

È uno dei volti della comicità toscana Andrea Muzzi, l’attore, regista e sceneggiatore che è stato tra gli ospiti della quarta puntata di Intoscana Incucina, il format social che si è tenuto nello spazio di Eataly a Firenze. Muzzi ha cucinato insieme alla chef e blogger Sara Sguerri gli gnudi di cavolo nero, per lui un ritorno alle origini perché le mani in pasta le ha tenute sin da piccolo nella bottega di fornaio del padre, a Roccastrada.
“Io sono figlio di un fornaio, quindi l’odore del pane e della farina ce l’ho dentro, infatti miei figli che tornano tardi la notte hanno il Dna del mio babbo” racconta Muzzi.

Andrea, è vero che il tuo destino era di fare il fornaio insieme a lui?
"Sì, mio babbo c’è rimasto malissimo quando ho deciso di fare l’attore, lui aveva due botteghe di forno e ci teneva tanto che almeno uno dei tre figli maschi proseguisse a fare il pane e aveva scelto me. È un lavoro duro ma col tempo l’ho apprezzato quello che faceva perché mi ha insegnato a contare sulle proprie forze, mio padre lavorava diciotto ore al giorno e quello me l’ha trasmesso, e poi è un mestiere che almeno per come lo viveva il mio babbo aveva un che di artistico, ci metteva una passione incredibile, se ad esempio un cliente gli faceva una critica, tipo che questo filone è troppo cotto, quasi gli venivano le lacrime agli occhi.”

Nella sua carriera Muzzi ha lavorato tanti anni con Alessandro Benvenuti, con cui ha esordito al cinema nel 1990 con “Benvenuti in Casa Gori”, ma anche con Leonardo Pieraccioni e Massimo Ceccherini. Nel 2008 ha debuttato dietro la macchina da presa con la commedia "Piove sul bagnato" e ora sta lavorando al suo prossimo film da regista “All’alba perderò”, tratto dal suo spettacolo teatrale dove racconta i fuoriclasse della sconfitta.
Andrea come è nato questo progetto?
“È un docu-film che vorrei presentare a Venezia e racconta i campioni del fallimento, i Maradona della débacle, ho raccolto tante storie di chi ha perso ma l’ha fatto in un modo unico, straordinario. Come Taki Inoue, che è considerato il peggior pilota di Formula 1 di tutti i tempi, l’unico pilota al mondo ad aver tamponato la safety car, durante il Gran Premio del 1985 a Monaco lui entrò al box, per il cambio gomme e benzina, e poi non si sa per quale disturbo neurologico rientrò in pista dalla parte sbagliata e fece un pezzo addirittura contromano, immagina le reazioni degli altri piloti, e fu geniale.”

Come definiresti la comicità toscana?
“È difficile raggruppare la comicità toscana perché noi toscani siamo dei pirati, non c’è una scuola, di solito la comicità toscana tende a sublimare con l’arguzia le varie sofferenze però non ci vedo un filo conduttore, Pieraccioni e Benigni o Benvenuti o Ruffini o Migone hanno poco in comune, ognuno ha sviluppato una propria strada.”

Il suo prossimo progetto è il film “Vi voglio cattivi”, di cui sarà regista e per cui ha scritto la sceneggiatura insieme a Ugo Chiti. Le riprese partiranno in autunno e racconterà le vicende dell’allenatore di una piccola squadra di calcio giovanile che cerca di insegnare ai bambini i valori dello sport.

 

14/01/2020