Intervista a Renato Raimo, l'attore ospite di Intoscana Incucina

di Ilaria Giannini

Artista poliedrico è stato testimonial del Monte Pisano per il Fai e ora sta lavorando a uno spettacolo su Giacomo Puccini

Attore versatile, dal teatro al cinema, Renato Raimo è stato ospite della quarta puntata di Intoscana Incucina, il format social che valorizza i prodotti e la cucina del territorio e si è tenuto da Eataly Firenze. Raimo, che ha recitato nelle fiction Rai più seguite degli ultimi anni, da Don Matteo, Un Posto al sole, attualmente è in tv con Bianca Guaccero su RaiDue a “Detto Fatto” come esperto in fitoterapia. Speciale il suo legame con la Toscana: è stato direttore artistico del Festival della Robotica di Pisa e testimonial per il Fai del Monte Pisano, che dopo essere stato colpito da un gravo incendio è stato eletto al primo posto nella classifica dei Luoghi del Cuore del 2019.

Renato come è nata la tua collaborazione con il Fai per il Monte Pisano?
Io sono stato testimonial del FAI quando il Monte Pisano ha partecipato alla gara come Luogo del Cuore e abbiamo ottenuto un grande risultato per il territorio, 115mila firme in tre mesi. Io l’ho sempre definito il gigante buono perché avere quel monte come sfondo nella tua giornata, soprattutto quando c’è un bel sole, ti rassicura, ti dà la sensazione che qualcuno ti protegga, vederlo ferito così ancora oggi mi fa stare male. Poi il Fai mi ha chiesto di rappresentarlo sulle reti nazionali come ambasciatore e ho ricevuto una tessera onoraria per il mio operato.

A proposito di Toscana, sei l’unico che ha portato in scena un’opera teatrale su Corradino d’Ascanio, l’inventore della Vespa, come ti sei imbattuto in questo personaggio straordinario?
La vita di Corradino rappresenta la capacità di reinventarsi: lui era un ingegnere aeronautico, ha progettato l’elicottero moderno come lo conosciamo oggi e poi ha avuto la capacità di reinventarsi e di trasformare un’idea terrestre in una delle migliori che siano mai state concretizzate nel secolo scorso, cioè la Vespa. Io avevo passione per la Vespa, poi la Piaggio mi ha chiamato per raccontare la vita di d’Ascanio e con Mario Cristiani, anche lui pisano, abbiamo scritto questa storia: io poi sono stato la voce di Corradino e ho raccontato 40 anni della vita di questo personaggio in un’ora di spettacolo pensato sia per un pubblico adulto che per i ragazzi.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Ora mi sto dedicando a “Spogliati nel tempo”, uno spettacolo che è una riflessione su come è cambiato il modo di dire ti amo da Mozart a WhatsApp. La prossima avventura sarà “L’altro Giacomo”, uno spettacolo su Puccini, l’uomo non solo l’artista, che si mette a nudo davanti al pubblico, che porterò in scena in un’ottica di “green-theatre”, che è il mio modo di fare teatro adesso, dove si interagisce con il pubblico e ci si racconta in maniera proprio il più possibile naturale.

Sei ospite di Intoscana Incucina, cosa significa per te la cucina?
La cucina fa parte dell’equilibrio della nostra vita, bisogna dedicare al cibo lo stesso tempo che si dedica all’amore. Oggi ho mangiato a Firenze una bella vellutata di ceci, amo i piatti semplici perché devono essere elaborato con maggiore cura degli altri, come una pappa al pomodoro, il risultato dipende dalla quantità d’amore con cui viene preparata.

 

 

15/01/2020