Rivoluzione in cantina: basta con le botti arriva il cocciopesto

L'azienda toscana Drunk Turtle lancia le anfore naturali e traspiranti per la fermentazione del mosto

Si è ispirata alla vinificazione in argilla in uso nell'Impero Romano l'interessante innovazione dell'azienda toscana Drunk Turtle recentemente presentata al Vinitaly. Botti e barrique in cantina potranno presto essere affiancate da un gigante d'argilla, il cocciopesto.

Questo particolare vaso vinario presenta tre innovazioni tecniche: la forma, internamente ovoidale come quella delle anfore in terracotta, che facilita la condensazione dei gas della fermentazione e la creazione di moti convettivi utili al mosto, le dimensioni, più ampie di quelle delle anfore, ed il cocciopesto, totalmente naturale e traspirante, che non ha bisogno né di cottura, né di forni.

La società che l'ha inventato Drunk Turtle ha sede a Ponsacco in provincia di Pisa ed è stata fondata dal designer Moreno Chiarugi, dall'avvocato Duccio Brini proprietario di una tenuta vinicola a Montalcino il Conventino e dall'imprenditore toscano Mario Poggianti.

Il cocciopesto, studiato e testato dal team di Drunk Turtle, nasce dalla mescola cruda di laterizi macinati, sabbia, legante cementizio, scarti lapidei, acqua, fibre di canapa e di cotone, che una volta seccata dà vita ad un materiale resistente e poroso, che consente una micro ossigenazione del liquido contenuto. Alcune prove svolte, sottolineano i produttori, ''hanno già dato vita a risultati interessanti sulla reazione del vino posto all'interno di questi vasi, sia da un punto di vista chimico, sia da un punto di vista organolettico''.

08/04/2015