Il pesce dimenticato va al museo
con tre artisti contemporanei

A Pontedera la mostra sull'oggeto ri-fiutato. Fino al 14 novembre. E un ristorante di Vetrina Toscana propone un menù a base di pesce dimenticato

Tre artisti contemporanei al Museo Piaggio di Pontedera: Stefano Pilato. Beppe Chiesa, Paolo Marzullo. Una mostra, quella dell'oggetto ri-fiutato. Fino al 14 novembre. Il ristorante La Buca di Carmine Jovine, del circuito Vetrina Toscana, che propone un menù a base di pesce dimenticato.

Il fil rouge è l’ecologia, l’arte del riutilizzo e il mare. Questo pesce dimenticato, vero e proprio “rifiuto” spesso rigettato a mare per mancanza di mercato, che è in realtà la risposta ad un mare più sostenibile. Un prodotto dunque sano e genuino che non opportunamente valorizzato e commercializzato, rischia di rimanere “scarto”.

Tornando alla mostra d'arte. Entriamo nel particolare. Stefano Pilato, che dal 1993 ha sviluppato la produzione artistica “Pesce Fresco”. Raccogliendo sulle spiagge etrusche quello che il mare restituisce - soprattutto legno - e assemblandolo con altri materiali, costruisce principalmente pesci da appendere. Beppe Chiesa, amante del mare, della musica, dello sport, dei viaggi, del materiale abbandonato col quale assembla “idee”. Pittore senza formazione accademica, fotografo che rivisita attualizzandole foto che altrimenti apparterrebbero al passato. Paolo Marzullo lavora i legni che il mare, le correnti e i venti riportano a riva. I segni che i legni mostrano del loro trascorso marino sono un implicito invito al completamento della metamorfosi del legno che, caduto in mare, ne prende gli attributi e si trasforma in pesce.

La buona cucina del ristorante La Buca entra in questa iniziativa perché cercherà di valorizzare il pesce dimenticato. Perché non rimanga “rifiuto”. Perché ha molto da offire alla salute e al palato dei toscani e non solo. Un po' come l'arte contemporanea di Pilato, Chiesa e Marzullo.

27/10/2014