I vini della Fattoria di Poggiopiano a Intoscana Incucina

di Ilaria Giannini

Martina Galardi racconta la storia dell'azienda familiare di Fiesole che ha portato alla serata da Eataly due produzioni d'eccellenza: il loro Bianco di Toscana IGT Erta al Mandorlo e il Chianti Riserva DOCG

Sono stati i vini della Fattoria Poggiopiano di Fiesole ad accompagnare i piatti della quarta puntata di Intoscana Incucina, il format social pensato per valorizzare i prodotti enogastronomici toscani. L’azienda a conduzione familiare che si trova sulle colline fiesolane, a soli dieci minuti da Firenze, ha portato due produzioni d’eccellenza in abbinamento al menù curato dalla chef blogger Sara Sguerri: un Bianco di Toscana IGT da gustare insieme agli gnudi di cavolo nero e un Chianti Riserva DOCG che si sposa perfettamente con i necci, le crepes a base di farina di castagne che si preparano sulle montagne toscane da Pistoia alla Garfagnana.
A presentare i vini è Martina Galardi, quarta generazione della famiglia a gestire Poggiopiano, dove si realizzano vini e olio extravergine d’oliva e che propone anche degustazioni guidate e un agriturismo per scoprire i ritmi lenti della campagna.

Martina cosa ci proponi stasera?
Stasera presentiamo un Bianco di Toscana IGT, Erta al Mandorlo, è un mix di Trebbiano toscano e Verdicchio, quindi da una parte qualcosa di molto toscano dall’altra qualcosa di molto innovativo per il territorio. Io ne vado molto orgogliosa, mio padre l’ha piantato nel 1987, quindi era una visione molto lungimirante e anche azzeccata. Lo presentiamo in abbinamento agli gnudi perché un bianco che si abbina bene anche a un piatto un po’ più grasso, come questo che contiene la ricotta, è un vino molto versatile che si abbina bene con il pesce, con uno spaghetto allo scoglio, ma anche con la carne bianca, proprio perché il Trebbiano toscano dà una bella struttura e il Verdicchio aiuta in fatto di aroma e persistenza.

 

intoscana incucina gnudi

E insieme ai necci?
Per i necci abbiamo portato un rosso, il Chianti Riserva DOCG, che è un Sangiovese in purezza, per noi rappresenta la Toscana nel suo massimo splendore per questo lo realizziamo solo nelle migliori annate, è una delle nostre produzioni più di nicchia proprio perché le riserviamo un’attenzione particolare: sono massimo duemila bottiglie all’anno.

La vostra è una storia che arriva da lontano, come è nata l’azienda?
È iniziato tutto nel 1935 quando i miei bisnonni hanno acquistato la tenuta di Poggiopiano per passione, erano i proprietari delle Officine Galardi a Firenze e producevano macchinari per l’agricoltura e da lì è nata in loro la passione per la terra, così hanno acquistato Poggiopiano ma all’inizio si trattava di una produzione molto casalinga. Poi nel 1985 mio padre ha ripreso in mano la fattoria e l’ha trasformata in un’azienda vera e propria, da una produzione destinata solo all’uso familiare o degli amici è diventata un’azienda vera e propria, che ci permette di condividere quello che facciamo e la nostra passione con tutto il mondo. Io ho studiato Viticoltura e Enologia all’Università di Firenze, ho lavorato sia in Toscana che all’estero in Francia e in Nuova Zelanda e poi sono ritornata a casa.

Quanto vino producete?
Oggi produciamo circa 30mila bottiglie di vino all’anno e facciamo anche l’olio, abbiamo dieci ettari ovvero circa 4mila olivi, la produzione potenziale sarebbe di 4mila litri ma purtroppo per quanto riguarda l’olio le produzioni sono nettamente inferiori negli ultimi anni, quest’anno abbiamo prodotto solo 1300 litri.

16/01/2020