APPAROUND, DA UN GARAGE AI MERCATI INTERNAZIONALI. LA SCALATA DI UNA APP

di Gianluca Testa
Apparound, storia di un'eccellenza imprenditoriale toscana

Poteva nascere in America, e invece no. Il fondatore della società ha scelto la sua città: Pisa. E così la app che digitalizza le vendite compie dieci anni (di successi)

Dietro storie di successo ci sono soprattutto loro, i sogni. Molti ritengono che rappresentino solo la proiezione di un desiderio irraggiungibile. Invece esiste la possibilità che trovino forma concreta. Sì, capita che i sogni si realizzino. A volte è sufficiente crederci. E questo, Gianluca Cagiano, lo sa bene. Oggi è amministratore delegato dell'azienda che ha fondato e che porta il nome del prodotto sviluppato (che, guarda caso, compete con multinazionali di tutto il mondo, americhe comprese).

E pensare che proprio l'America ha provato a sedurlo. Ma Gianluca, come Ulisse, non ha ceduto al canto delle sirene. Ha scelto d'investire a casa sua, nella sua terra. Un percorso iniziato in un garage, un po' come accadde a Steve Jobs. Del resto l'incipit di ogni narrazione porta inevitabilmente con sé romantiche visioni. Da un garage alla Digital Valley di Pisa, però, il passo non è affatto breve.

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Apparound ha appena compiuto dieci anni di attività, conta più di novanta dipendenti (ma la cifra sta sfiorando i cento, con una crescita recente del 42 per cento) e per occupazione e formazione è diventata punto di riferimento in Toscana. A cosa si deve il successo della società? Potremmo dire che il merito è di una app, ma sarebbe riduttivo. Si tratta piuttosto di una soluzione software pensata per tutte le esigenze dei venditori, che l'azienda supporta durante l’intero ciclo. Spariscono carte, burocrazie varie, ostacoli. E il rapporto si fa limpido e diretto, con tutti i dati e i materiali utili (e aggiornati) sempre a disposizione. Se poi l'affare va in porto, be', è sufficiente firmare il documento digitale.

«Non siamo più una piccola impresa, ma un’azienda strutturata» spiega il CEO founder, Gianluca Cagiano. «Sono molto felice di rappresentare Apparound e di averla portata al livello attuale. Continueremo a crescere e innovare senza mai perdere di vista le esigenze dei nostri clienti e partner. Ripercorrere lo scenario di questi dieci anni di evoluzione non è solo un’occasione per celebrare un traguardo e i suoi risultati, ma soprattutto per guardare al futuro e ai nuovi sviluppi. Un'occasione per riflettere sulle prossime sfide che ci impegneremo ad affrontare per confermarci leader sul mercato italiano e player sempre più importanti su quello internazionale». Tant'è che lo sviluppo non si ferma qua. Sono infatti previsti interventi che renderanno le esperienze di acquisto più collaborative, rapide e intuitive. «Vogliamo favorire sia i venditori che gli acquirenti», aggiunge Gianluca.

Eppure all'inizio, nel 2008, quando con il primo iphone tra le mani intuì che quello sarebbe stato il futuro, per sviluppare le sue idee innovative Gianluca aveva pensato di andare alla ricerca di finanziatori all'estero. E in America, di gente disposta a investire risorse, ce n'era parecchia. Nella sua testa c'era però la volontà di restare in Toscana, nella sua Pisa. Da una parte per una questione affettiva e di appartenenza, dall'altra per ragioni pratiche. «Perché non creare una sinergia con l'Università valorizzando tutte quelle conoscenze ingegneristiche e informatiche che si trovano qua?», si è domandato l'ad.

Apparound-headquarters

Così è stato. Ora l'azienda si trova nella Cittadella dell’innovazione di Montacchiello e da un po' di anni si concentra sui sistemi di vendita e su un solo prodotto (Apparound, appunto) con quale è possibile realizzare tutto questo. Come ci ha spiegato Michael Gionfriddo, responsabile marketing, Apparound non è solo una app. Contiene ben sei applicazioni che vanno a risolvere problemi nell’ambito delle vendite e della produttività, dalla gestione di contenuti digitali al configuratore che permette di fare offerte davanti al cliente ed emettere un documento che può essere firmato direttamente sul tablet. Moduli, questi, che grandi multinazionali vendono separatamente. Ma Apparound no, è la prima che offre tutto il necessario in una sola applicazione.

La genialità? «Sta nell’aver condensato il bisogno per risolvere le problematiche di tutto il ciclo di vendite, con lo scopo di semplificare» risponde Michael. Il motivo del successo è anche da ricercare nella semplificazione di una tecnologia complessa resa accessibile a tutte aziende. Parliamo di "digital simplicity". Che, tradotto, significa anche sostenibilità.

La app si scarica gratuitamente da qualsiasi store e, come molti altri servizi, offre un mese di prova. Se poi si ritiene utile al proprio business si può sottoscrivere l'abbonamento. Tra i grandi clienti all’attivo ci sono realtà come Sorgenia, Vodafone, Wind, Birra Peroni, Pepsi. «Grandi aziende che richiedono anche progetti su misura» precisa Michael. Un'eccellenza tutta toscana che ha ottenuto il giusto riconoscimento anche nell'ambito della "Primavera d'impresa", concorso dedicato alla creatività e all’innovazione delle aziende organizzato dalla cooperativa Crisis. Ora, però, ci sono nuovi traguardi da raggiungere. «La più grande scommessa è di continuare a investire per la crescita», conclude Michael. «È quello che stiamo facendo da due anni a questa parte puntando alla standardizzazione di un prodotto accessibile per tutte le aziende».

29/06/2018