Le cooperative di comunità fanno rete: firmato un protocollo

di Costanza Baldini

Siglato tra Regione Toscana, Anci Toscana, Confcooperative, Centrali Cooperative, Cooperative di comunità e comuni

La Regione Toscana continua a investire sulle cooperative di comunità, le realtà animate spesso da giovani che stanno rivitalizzando economicamente e socialmente i borghi dei territori più svantaggiati.



Le cooperative sono nate nel 2005 con la legge 73 che ha messo a disposizione risorse proprio con l’obiettivo di conservare la presenza delle comunità nelle aree a rischio spopolamento della regione.

Adesso dopo l’apertura di un secondo bando a cui è possibile iscriversi fino al 28 febbraio 2020, per cui sono stati messi a disposizione 740 mila euro, è stato anche firmato un protocollo di rete tra Regione Toscana, Anci Toscana, Confocooperative Toscana, Cooperative di comunità e comuni.

Il protocollo prevede la creazione di un logo e di un sito specifici. Inoltre la Regione si occuperà di formare gli operatori tramite un desk interno. Tutto questo con l'obiettivo di far nascere una community che si scambi buone prassi e metodologie per sviluppare le attività ed affrontare le sfide del mercato.  

Quelle di comunità sono cooperative speciali, di cui fanno parte tutti gli abitanti (o quasi) di un borgo. Fino all'anno scorso la più famosa in Toscana era quella del Teatro Povero di Monticchiello, paese del senese colpito dalla crisi della mezzadria all'inizio degli anni Settanta e che allora ha scelto di aggregarsi intorno ad un'idea di teatro di piazza che costituisce oggi un'economia importante per i residenti. C'è chi punta al turismo sostenibile o alla valorizzazione dell'ambiente o dei beni culturali del posto. C'è chi pensa all'agricoltura, alla pesca o alla promozione di altre eccellenze enogastronomiche. Si creano così occasioni di lavoro e si mettono insieme attività economiche che da sole non avrebbero più la forza per andare avanti.

05/02/2020