AREZZO WAVE SCALDA I MOTORI
KABÌLA, L'APERTURA SUONA GLOCAL

di Samuele Bartolini
kabìla

La band etno-pop-rock sbarca il 17 luglio sul main stage della storica kermesse musicale. Grande attesa per il concerto sul palco di casa, ma con una vetrina internazionale 

Salire sul palco di Arezzo Wave e suonare la propria musica ha un fascino incredibile. Per una band aretina poi è forse l'orgoglio più grande perché vuol dire fare un concerto rock sul palco di casa dove hai acclamato i tuoi idoli. E' quello che succederà ai Kabìla, gruppo etno-pop-rock con una forte vocazione mediterranea ma radici locali.

Loro non se l'aspettavano di essere chiamati. Tra migliaia di band che ogni anno mandano le clip audio per le selezioni. Figuriamoci poi aprire le danze della storica manifestazione musicale. Eppure sarà così. I Kabìla sono pronti al botto per la prima serata del 17 luglio. “Un giorno ci chiama il direttore artistico Mauro Valenti – racconta il chitarrista e polistrumentista Cristiano Rossi – e ci dice: venite da me che ho una bella sopresa per voi”.

Suonare ad Arezzo Wave. Che è un po' come prendere la patente dei gruppi buoni per il mercato. Come salire nell'Olimpo delle tendenze rock italiane. E la grande ribalta del main stage sarà per i Kabìla una vera e propria pista di decollo. Cristiano, però, non vuole esagerare: “Non possiamo negare che ci carica un sacco ritrovarci a suonare accanto a nomi come Avion Travel, Elio e le Storie Tese, Raphael Gualazzi. Meglio però volare bassi. Speriamo che sia l'occasione giusta per farci conoscere al grande pubblico di Arezzo Wave”.

La musica dei Kabìla non è facile da classificare. Una volta si diceva world music. Di sicuro è una miscellanea di stili dove le chitarre elettriche e la drum-machine si alternano al liuto arabo. Le melodie sono orecchiabili, l'arrangiamento è raffinato, i testi sono in arabo e italiano. Il terzo album Yallah!, inciso in studio sotto la guida dell'ex Modena City Ramblers Massimo Giuntini, è uscito il settembre scorso. Ha un forte taglio rock eppure sono chiari i riferimenti al cantautorato italiano. Inchioda alla sedia la voce potente del cantante italo-libanese Emad Shuman. La hit dell'album, Dabkeh, mette il ballo di San Vito ai piedi.

Ma come tante band rock emergenti, anche i Kabìla hanno sotto la suola delle scarpe migliaia di chilometri di tour. Hanno fatto concerti un paio di volte al Contestaccio di Roma, sono passati da Radio Popolare a Milano. Buone le tappe di Foggia, San Benedetto del Tronto e Reggio Emilia. “Quando suoniamo dal vivo – continua Cristiano Rossi -, noi mandiamo un messaggio che è prima di tutto visivo. Ci vestiamo in jeans e maglietta araba. Così mettiamo assieme Occidente e Oriente. Poi arriva la musica che piace a tutti, grandi e piccini. Forse è la nostra particolarità”. Forte il richiamo a un'altra band dal sound orientale: i Radiodervish, ma Cristiano ci tiene a marcare la differenza: “Loro sono molto melodici. Noi siamo più rock”.

E ora arriva il concerto di Arezzo Wave. Scontato che i Kabìla daranno il massimo. Ma con quali novità? “Qualche sorpresa la possiamo già svelare – dice Cristiano -. Intanto Andrea Chimenti, ex-Moda, suonerà con noi. Poi faremo un omaggio a Fabrizio De André con Sidùn, che parla della sofferenza del Libano. Il nostro cantante, Emad, è originario di Tiro. Proveremo anche a  mettere in piedi una coreografia con danze orientali e moderne. Se ce la farà, sarà dei nostri Francesco Moneti, dei Modena City Ramblers”. Insomma. Pare proprio che sul palco di Arezzo Wave si prepari un concerto di apertura con i fiocchi. Quello del 17 luglio. La grande occasione per la band etno-rock Kabìla.

09/05/2014