Giardini di Mirò festeggiano 15 anni di Rise And Fall Of Academic Drifting

di Costanza Baldini

Venerdì 18 novembre al Tender di Firenze un live che eseguirà dall'inizio alla fine tutte le tracce dello storico album

Sono passati già quindici anni dalla pubblicazione di "Rise And Fall Of Academic Drifting" il primo disco dei Giardini di Mirò la band di Cavriago formata da Jukka Reverberi, Corrado Nuccini, Luca Di Mira, Mirko Venturelli e Emanuele Reverberi che ha dato vita a un pezzo fondamentale della musica italiana. Rise è stato registrato presso lo studio Alpha Earthbase di Firenze e poi pubblicato all'inizio del 2001 dall'etichetta Homesleep, fondata da Matteo Agostinelli, leader degli Yuppie Flu. Otto pezzi tra cui veri e propri gioielli come “Pet life saver” o "Penguin serenade" che disegnano splendidi affreschi musicali in cui le chitarre di Jukka e Corrado si uniscono a violini, trombe, piano, basso e batteria. Il vinile ristampato in occasione dell'anniversario sarà disponibile in sole 500 copie, di cui le prime 200 in vinile arancione. Ecco la nostra intervista al cantante Corrado Nuccini.

Ciao Corrado, 15 candeline per un disco che ha fatto la storia della musica italiana, com’è nata l’idea di ristampare il disco, vi siete arresi anche voi al fascino del vinile?
Ciao a voi e grazie per l'intervista. In realtà la ristampa in vinile è un progetto che Emiliano e Giacomo di 42 Records avevano da un po' di tempo nel cassetto e credo non si fermerà al nostro album ma abbia in progetto altre uscite. Però, diciamolo, le circostanze, i quindici anni dall'uscita e tutto il resto, hanno aiutato a rendere un po' più magico il tour e la ristampa.


Rise And Fall Of Academic Drifting è uscito nel 2001. Raccontaci com’è nato il disco, cosa ti ricordi di quel periodo,  dove eravate, quali erano i vostri desideri?
Siamo un gruppo di provincia e credo che questo sia il punto di partenza. I nostri sogni miravano all'emancipazione da quella dimensione, anche bella ed ospitale, ma limitata per le nostre ambizioni musicali. Volevamo prendere un furgone e girare il mondo.  All'epoca non ce ne fregava un cazzo della musica italiana, delle classifiche, di Sanremo a noi interessava spaccare, suonare e stare in giro, possibilmente all'Estero. In buona sostanza è ancora così oggi, un po' di mondo l'abbiamo visto e ancora non siamo troppo stanchi. 

Rise And Fall Of Academic Drifting è uno di quei dischi che ha dato il via "scena indie" italiana. Come vedi la situazione musicale italiana attuale?
La vedo in movimento ed in continua trasformazione. Al suo interno ci sono cose molto interessanti e progetti promettenti, soprattutto nell'elettronica e in quelle musiche dove abbiamo una consolidata tradizione sonora. Ma anche i cantautori, da quelli più di talento a quelli più "sfigatelli" portano in giro il suono dell'epoca, perché ogni epoca ha un suono ed è la principale risorsa per ogni artista che inizia a far musica. Non sono d'accordo con chi dice che la musica migliore è già stata fatta. La musica si evolve sempre, si trasforma ed è sempre incredibilmente contemporanea ed affascinante. Quindi sempre avanti, sempre musica nuova e sempre nuovi artisti.

I Giardini sono nati nel 1998, mi sono sempre chiesta quanto crescere e vivere esperienze nella vita personale che ti cambiano profondamente possano cambiare il modo di scrivere e vivere la musica. Rivolgo questa domanda anche a te. Come siete riusciti a restare uniti dopo quasi vent’anni di carriera?
Con reciproca pazienza, prendendosi un po' di pause e relativizzando gli attriti. Inoltre bisogna cercare di capire che l'interesse principale non è quello del singolo ma piuttosto del gruppo. E' un esercizio difficile al quale io, alle volte ancora, non so tener fede, però in questi, ormai vent'anni di viaggio insieme a Jukka, Tammu, Mirko, Emanuele, ecco ho trovato in loro una sorta di seconda famiglia.  Fa un po' strano a dirsi però è cosi... 

Rapsodia satanica è uscito nel 2014, siete al lavoro su qualcos’altro?
Non in questo momento 

Ho letto recensioni che parlano di un live scarno, ridotto all’osso, in cui la musica è al primo posto e basta quella. 8 tracce eseguite una dopo l’altra. Come sarà il live al Tender? Possiamo aspettarci qualche sorpresa?
Non è un live scarno, è un live avvolgente e fedele al sound originale del disco. È probabilmente scarno nei contributi di parola tra un pezzo e l'altro. Dentro al cd originale, realizzato da Giacomo Spazio c'è questa domanda "Can Music Speak to your Soul ?". Ecco, ammesso che la nostra musica riesca in questo intento, per il resto c'è poco da dire. Sorprese? Certo, sempre.

16/11/2016