Intervista all'Egomostro, Colapesce in concerto all'Anfiteatro di Firenze

di Costanza Baldini

Giovedì 2 luglio è la data del live fiorentino di Lorenzo Urciullo che ci ha raccontato la sua vita tra palchi e fumetti

Finalmente arriva a Firenze Lorenzo Urciullo aka Colapesce che recupera la data del 25 aprile scorso annullata per motivi logistici. Il cantante è nel bel mezzo del fortunatissimo tour per il suo secondo disco "Egomostro" che ha bissato lo straordinario successo del suo debutto "Un meraviglioso declino". Da pochi giorni per Bao Publishing è uscita la graphic novel "La distanza" che Urciullo ha realizzato con l'amico Alessandro Baronciani. Qua sotto la nostra intervista-fiume, ricordiamo che per il concerto del 2 luglio sono sempre validi i biglietti del 25 aprile.

Ciao Lorenzo! La prima cosa che vorrei chiederti è se ti ricordi la prima volta che hai preso in mano una chitarra
Certo che me lo ricordo! Dopo 10 lezioni di pianoforte andate a male, dissi a mio padre: basta voglio la chitarra! Avevo circa 9 anni, quindi più di venti anni fa (ride).

Egomostro parla di egocentrismo, mi chiedevo se è anche una riflessione sul fatto che il tuo primo disco è stato un successo enorme e che in un battibaleno sei stato catapultato nell’olimpo del cantautorato italiano
Un po' sicuramente ha influito nella scrittura di Egomostro. All'inizio quando una passione diventa ad un tratto un lavoro l'ego un po' ne risente, ti fai prendere un po' dal fatto che qualcuno ti sta considerando e quindi se questa cosa non la sai gestire può diventare fastidioso. Poi dipende ovviamente anche dalla personalità, ci sono personaggi che ci sguazzano e altri a cui da fastidio e lo gestiscono peggio e io forse faccio paese della seconda categoria. Questo essere travolto dall'ego ha compromesso anche un po' di rapporti umani e mi ha portato a fare una serie di considerazioni più ampie, prendendo spunto dalla mie vicende personali. Man mano durante la scrittura mi sono reso conto che è una problematica abbastanza comune non solo in campo artistico ma per qualsiasi persona in possesso di un account. Ho fatto ricerca leggendo libri, vedendo film, analizzando gli status in giro per il web, dalla sintesi di tutto questo materiale e dalle mie esperienze personali è venuto fuori Egomostro. 

Pensi che la società in cui viviamo fatta di selfie e social network contribuisca ad alimentare questo egocentrismo?
Direi di sì, ormai se ci pensi l'immagine è al centro della comunicazione, quasi più delle parole, chiunque può e vuole essere al centro di una microcomunità, diciamo apparire in un certo modo anche agli occhi di tua madre.

Secondo te quale può essere un modo per esorcizzare questa situazione?
Intanto un modo è individuarla, prendere coscienza di un fatto. La sensazione generale che ho è che siamo tutti presi dalla nostra immagine e perdiamo di vista le cose importanti, anche il rapporto che abbiamo con la "pausa"che è un concetto che ha molto a che fare anche con la musica se ci pensi. La pausa, la riflessione, cioè sapersi prendere il tempo per fare una cosa. Oggi c'è questa foga di rispondere immediatamente. Secondo me l'uomo ha bisogno di più pause. Parlo di questo anche nel mio fumetto che ho realizzato con Baronciani "La distanza" che gioca un po' su questo tema, sul saper aspettare. 

Come vi siete conosciuti te e Alessandro?
Ci siamo conosciuti a Milano tre anni fa a un festival dove suonavamo entrambi, lui con gli Altro la sua band e io come Colapesce. Da lì siamo rimasti in contatto con l'idea di fare qualcosa insieme, anche perché io avevo letto un suo libro che si intitola "Quando tutto diventò blu" che è diventato poi il titolo di una canzone del mio primo disco. Poi abbiamo fatto insieme il tour nei teatri occupati in Sicilia, io chitarra e voce e lui che disegnava con gli acquerelli e veniva proiettato tutto alle mie spalle in tempo reale, era una sorta di performance tra me e lui molto divertente, particolare. Io avevo un paio di soggetti nel cassetto, ma in realtà non li abbiamo mai usati, ho riscritto tutto di sana pianta, ho tenuto qualche suggestione di questi racconti ma li ho riadattati a La distanza. L'immaginario voleva ricreare le atmosfere de L'avventura di Antonioni.

Ho visto solo qualche tavola, tu stesso sei uno dei protagonisti del fumetto o mi sbaglio?
Lui ha disegnato il protagonista che si chiama Nicola un po' sul mio modello, anche perché nella storia c'è qualche riferimento autobiografico. Ma in realtà Alessandro ha pensato di fare una sorta di mix tra la mia faccia e la sua, a volte Nicola sembra anche Baronciani, non si capisce bene. Il fumetto mi riguarda perché è tutto ambientato in Sicilia. Parla di una storia a distanza che ha Nicola con Carla, conosce però dentro un negozio di dischi un'altra ragazza che ha pure un'amica e fanno questo viaggio all'interno della Sicilia. E' una sorta di viaggio metafisico come avviene anche nel film di Antonioni.

Tornando al disco c'era grandissima attesa per questo tuo secondo lavoro, questa pressione ti ha creato problemi nella scrittura?
Un po' sì, devo dire che l'ansia del secondo disco esiste. Il declino è stato un disco abbastanza "pesante" ha vinto il Premio Tenco, abbiamo fatto tre ristampe, insomma è andato bene nel circuito indipendente. Se n'è parlato molto quindi c'era un po' di attesa e di ansia da parte dei giornalisti che mi aspettavano al varco col mitra pronti a distruggere il mio lavoro, in Italia c'è un po' questa attitudine. Però devo dire che avevo materiale buono e quindi ero sicuro, ci ho lavorato parecchio e ne è valsa la pena, adesso posso dire che mi sono tolto il peso del secondo disco.

Correggimi se sbaglio, a me Un meraviglioso declino sembra un disco molto immediato, c'era cioè da parte tua l'urgenza di dire alcune cose, mentre Egomostro è più meditato, c'è dietro un lavoro molto più complesso
Sono due dischi completamente diversi, in realtà secondo me alcune cose di Egomostro musicalmente arrivano forse prima rispetto a Declino. Sicuramente dal punto di vista narrativo Egomostro ha molti strati di lettura, è un disco molto complesso. Anche l'intro e l'outro aprono dei mondi ricchi di riferimenti testuali, mi rendo conto che non è un disco immediato ma mi andava di fare un disco così!

Ho letto che hai scritto più di 30 brani, mi chiedevo che fine faranno quelli scartati?
Non escludo che verranno riutilizzati per altre cose, anche perché alcuni sono molto belli, forse anche più immediati. Quando ho fatto la scaletta di Egomostro non l'ho scelta in base a quanto potenziale radiofonico potesse avere un brano, a me interessava  fare un disco unitario a livello testuale quindi alcune cose non le ho inserite non perché musicalmente non mi convincessero ma perché non erano attinenti alla tematica di Egomostro. Se ci fai caso ogni brano del disco ha a che fare col discorso dell'ego. Mi piaceva l'idea di fare una sorta di concept album.

Qualche mese fa Le Monde ti ha paragonato a Lucio Dalla e Franco Battiato, una cosa abbastanza incredibile per un cantautore italiano, insomma una bella soddisfazione!
E' difficile soprattutto in Francia dove sono diffidenti, l'unico che gode di una certa stima è Paolo Conte. Ovviamente mi fa molto piacere, mi sono posto anche delle domande chiedendomi perché in Italia questo tipo di spazio non me lo da nessuno, probabilmente perché l'Italia sta vivendo un momento di Medioevo a livello di ricezione. Cioè la musica funziona però funziona quella rock o comunque con un grado di lettura monolivello, pari a zero, invece la Francia da sempre è stata più attenta a vari prodotti di qualità. Se ci pensi anche il nostro cantautorato deriva da una costola di quello francese, De Andrè si ispirava a Brassens o Leo Ferré che hanno influenzato centinaia di autori.

Qualche anno fa a Massarella per il Reality Bites Festival si è tenuta una giornata davvero particolare te insieme a Raina, Simone Lenzi, Roberto Angelini, Alessandro Fiori, Brunori Sas per omaggiare Lucio Battisti. A ripensarci adesso è stato un gesto bellissimo di pura follia poetica.
Ho un ricordo stupendo, è stato magico. Battisti resta il mio cantautore preferito, l'ho amato e lo amo ancora di più nella sua versione con Pasquale Panella che in realtà in quel tributo non è stato preso in considerazione però secondo me, invece è una parte importante. C'era un bellissimo ambiente, mi ricordo che si mangiò benissimo, dormivamo in un B&B vicino a un bell'asinello che ragliava tutto il giorno.

Giovedì 2 luglio - ore 21,15 – Anfiteatro delle Cascine
Viale dell'Aeronautica – Parco delle Cascine - Firenze

Biglietto posto unico: 12 euro; prevendite Mail Ticket www.mailticket.it (tel. 199446271);
Box Office www.boxofficetoscana.it; (tel 055 210804) - Ticket One www.ticketone.it (tel. 892 101)
Info tel. 055.0460993 - www.lndf.it

29/06/2015