Opra Mediteranea, il rock toscano conquista Milano

di Gianluca Testa

Arrivano da Empoli, Vinci, Cerreto Guidi e si ispirano con orgoglio al cantautorato italiano. Alla Fiera internazionale della musica sono stati premiati come migliore rock band emergente

Ci sono serate che saranno ricordate a lungo. A volte gli episodi che restano più impressi nella memoria e nel cuore, sospesi tra tenerezza e commozione, sono quelli secondari. Sono quei momenti in cui non sei sul palco di Sanremo e neppure sei in procinto di ricevere il primo disco d'oro. Quel momento, quello che si ricorderà per sempre, è quello che (forse) ha dato una svolta alla propria vita. E, perché no?, perfino alla propria carriera artistica.

Non sappiamo con certezza se il riconoscimento del gran lavoro svolto in questi anni dagli Opra Mediterranea sia davvero "quel" momento. Lo scopriremo solo più avanti. Di una cosa, però, siamo certi: essere premiati come migliore rock band emergente alla Fiera internazionale della musica di Milano (Fim) significa aver raggiunto (meritatamente) un traguardo che non segna la fine, bensì un nuovo inizio. Di musicisti che suonano nelle cantine o in sale insonorizzate allestite chissà dove ce ne sono parecchi. Alcuni hanno anche un discreto talento. Assai più difficile è trasformare la passione in professione.

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Eppure questi ragazzi toscani sono riusciti a dare forma a un'idea. La loro musica è espressione del loro amore per il progressiv, per il cantautorato italiano, per la loro terra. Arrivano da Empoli, Vinci, Cerreto Guidi. Ognuno ha la sua vita e la sua storia da raccontare. Per comporre e suonare fanno dei sacrifici che solo loro sanno. Però amano fare musica. E alla fine (pardon, all'inizio) com'è giusto che sia è arrivato il momento di capitalizzare quel talento. Perché primeggiare alla Fim significa proprio questo: avere un'opportunità da cogliere al volo.

Essere selezionati tra centinaia di band e suonare su quel palco non si traduce solo con la visibilità, ma anche con la possibilità d'incontrare discografici, produttori, giornalisti specializzati. Significa raggiungere quell'intramontabile universo che è la radio, significa poter far suonare la propria musica prima di icone come The Trip. E infatti gli Opra Mediteranea si sono esibiti nei giorni scorsi in Piazza città di Lombardia proprio prima di Joe Vescovi e compagni.

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«Suonare a Milano regala sempre grandi emozioni. Eravamo motivatissimi» racconta Mattia Braghero. Sì, il suo non è un nome nuovo. Abbiamo imparato a conoscerlo grazie al suo ricco e variegato percorso artistico. Dalla presenza nel cast del musical "Jesus Christ Superstar" (accanto a Ted Neeley; il tour riprenderà ad agosto) al trio vocale "I Conti Matti Della Vecchia" (un progetto che per il momento pare sospeso). E poi c'è il teatro, per lui passione e professione.

Ma non è tutto. Perché ci sono anche gli Opra Mediteranea. Lui, Mattia, è cantante, autore e performer. Sul palco è affiancato da Michael Aiosa (testiere), Federico Ferrara (chitarra), Manuele Mecca (batteria) e Lorenzo Morelli (basso). «Nonostante che ognuno di noi faccia anche altro, lavoriamo sodo» ci confessa Mattia. «Tutti hanno un altro lavoro. Ma per scrivere e per suonare ce la mettiamo tutta, sacrificando anche le nostre vite». In questo contesto, ecco il riconoscimento da parte di uno dei principali palcoscenici musicali. «Nel borderline tra dimensione professionale e band emergente, avere riconoscimenti di questo tipo è importantissimo. Ci aiuta e ci sprona».

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Per una band toscana, conquistare Milano non è un fatto scontato. «La Lombardia, in particolar modo Milano, presenta una scena musica molto attiva. Più di Firenze, ma non c'è da disperare» prosegue Mattia. «Qua il livello sta crescendo di anno in anno. Tra Milano e Roma sta infatti nascendo il terzo polo. Ed è proprio a Firenze». La voce degli Opra Mediteranea ci spiega anche il perché del nome. «Lo stavamo cercando da tempo, ma senza molti successi. All'inizio ci chiamavamo "The Fenix" e facevano rock melodico. Poi siamo passati al rock progressive. In quel momento il nostro bassista ha avuto la giusta ispirazione: Opra Mediteranea. Ci ha parlato delle linee che ricordano la musica italiana, dell'appartenenza territoriale, dell'ispirazione alle sinfonie. Insomma, ci ha convinti».

Ora la band sta continuando a comporre accompagnata dal direttore artistico Claudio Fabi. Un loro brano ("Lettera") è stato inserito nella compilation "Yes We Campus vol. 1". Continuano a lavorare in sala prove e stanno selezionando e confezionando i pezzi che dovrebbero far parte di un Ep. Così si augurano gli Opra Mediteranea, così ci auguriamo noi.

06/06/2018