Regina ribelle della musica italiana: Loredana Bertè in concerto

di Salvatore Bruno

Dopo i successi della scorsa estate e del Festival di Sanremo torna in Toscana con il suo tour a Firenze e Livorno la ‘Loredana nazionale’

La Regina del rock italiano, Loredana Bertè, è tornata dopo 13 anni, da “Baby Bertè”, con un nuovo album di inediti: “LiBertè”. Brani scritti da giovani autori, da lei stessa e uno scritto da Ivano Fossati, “Messaggio dalla Luna” ma che vede anche la collaborazione di Gaetano Curreri.

Un album uscito il 28 settembre 2018 e che la Bertè ha presentato con un “instore tour” facendo tappa lo scorso ottobre a Firenze alla Feltrinelli Red. Ma la “Loredana nazionale” ha scelto la Toscana anche per iniziare il suo tour nei teatri e la tappa zero è stata il 17 novembre a Montecatini Terme al Teatro Verdi.

La Bertè tornerà in Toscana con il suo tour a Firenze (già sold out) il prossimo 29 marzo al Teatro Tuscany Hall (Ex Obihall) e al Teatro Goldoni di Livorno il 30 aprile 2019.

“Non ti dico no”, il duetto con i Boomdabash, ha anticipato l’album e ha accompagnato l'estate 2018 degli italiani e continua ad essere fra le canzoni più trasmesse in radio, su Youtube il video ha superato 38 milioni di visualizzazioni in 10 mesi. Questo brano ha avvicinato alla Bertè un “nuovo pubblico” come quello dei bambini che nell’intro del nuovo album inneggiano alla cantante.

Inoltre la partecipazione al Festival di Sanremo, dove si è classica quarta, ha avuto un riscontro positivo a partire dallo stesso pubblico del teatro Ariston che in quattro serate gli ha regalato ben tre standing ovation. E la canzone “Cosa ti aspetti da me”, scritta da Gaetano Curreri, leader de “Gli Stadio”, è subito volata in vetta alle classifiche portandola su Instagram qualche giorno fa ad annunciare il disco d’oro. Il video, inoltre, in circa un mese ha totalizzato 14 milioni di visualizzazioni.



L’album “Libertè” parte con una provocazione sin dalla copertina, dove compare una Bertè in camicia di forza. Citazione di un fatto realmente accaduto alla cantante nel 2002 a Milano quando fu sottoposta a TSO. Oggi lei sorride ricordando quel fatto e sottolinea nelle molte interviste rilasciate che in fondo “i pazzi” sono “i normali” di questo tempo.

“L’album - come ha detto la rockstar - è portatore del diritto alla libertà, del diritto alla diversità, del diritto alla libertà di pensiero, del diritto di parlare e di dire quello che vuoi. Rivendico il mio diritto alla follia e alla libertà. È il mio manifesto” e poi non manca un ricordo della sorella Mia Martini: “Mi manca disperatamente Mimì, mi manca sempre e ogni volta che scrivo una canzone parlando di lei è inevitabile che sia autobiografica come “Luna” “Zona Venerdì” o “Da queste parti stanotte” ce ne sono parecchie”.

Noi l’album l’abbiamo ascoltato. C’è lei, la sua anima ribelle e anticonformista, un'edonista radicale come dice nella canzone “Anima carbone”. L’album Libertè è come un libro dove pagina dopo pagina l’urlo, il graffio della Bertè si fa dolore, ruggito, reazione, azione e passione. Non manca una critica alla società contemporanea che in “Tutti in Paradiso” prende la forma dell’amara irrisione perché “... le canaglie della terra vanno tutte in paradiso... alla fine della canzone ogni reato in prescrizione. Tutti in paradiso brava gente...”.

E se queste sono le premesse i suoi concerti saranno un inno di libertà che segnano il ritorno alla grande di un’artista che non sarà mai una signora ma è sicuramente una delle regine ribelli della musica italiana.

Foto di Fabiana Matteini - Livorrno Concerto Loredana Bertè Arcobaleno d'Estate 2018

28/03/2019