ScandaloSoBrio: la femminilità tra cabaret, burlesque e diritti

di Costanza Baldini

Sabato 6 febbraio la band fiorentina presenterà il disco d'esordio: "Come se non ci fosse un domani", la nostra intervista con la cantante Maria Paternostro

Tra la Valentina di Crepax e Eva Kant di Diabolik, tra la protagonista di un film francese degli anni trenta e la mistress di un club berlinese si colloca Maria Paternostro. Madre di famiglia, giornalista, voce, anima e ideatrice degli ScandaloSoBrio. Questa donna passionale e volitiva sosia della Anjelica Huston degli anni d'oro, con la complicità di alcuni musicisti fiorentini (Luca Ragazzo alla batteria, Daniel Casu alla chitarra e Carlo Gardenti al basso) ha dato vita a un progetto che da qualche anno porta una ventata di irriverente freschezza nei sonnolenti club forentini. Il loro primo disco “Come se non ci fosse un domani” è formato da 10 brani che spaziano da sonorità pop vellutate e suadenti a elettrofunk e dance. Il prossimo live sarà sabato 6 febbraio presso il Glue di Firenze per un Carnival Party tra siparietti burlesque e la partecipazione di vari ospiti, tra cui Lisa Kant, artista a 360 gradi, già collaboratrice di Jovanotti, Noemi, Simona Ventura, Patty Pravo. Ecco la nostra intervista.

Maria, partiamo dalle cose importanti, come deve essere il tuo "maschio ideale"?
Per cominciare volevo fare una premessa. Sono molto felice e onorata di essere intervistata da te. Perché ti stimo sia come collega che come persona e l'arguzia delle tue domande me lo confermano ancor di più! Il mio maschio ideale? Sotto i 12 non possiamo chiamarli né uomini né tacchi! Battute a parte, il fatto che mio padre abbia origini spagnole mi ha inevitabilmente influenzato. Mi piacciono gli uomini dai tratti mediterranei, passionali, intellettualmente stimolanti, generosi, ironici e anche un po' gelosi. Che siano dei signori dentro e fuori le lenzuola. Insomma, per farti un esempio un Banderas ai tempi di "Legami" mischiato con il fascino signorile di Dominguín sarebbe un bell'esemplare!

Nel tuo disco affronti il tema delle relazioni ai tempi di facebook, instagram e simili. Come pensi che i social network abbiano cambiato le relazioni affettive e non tra le persone?
I miei testi usano un linguaggio molto attuale, spesso tratto dalle frasi che vengono postate nel mio progetto parallelo "Parla con i muri" (un gruppo in cui tutti i membri postano foto di scritte reperite in giro per lil mondo), che vogliono riflettere i nostri tempi, le nostre fragilità, le nostre manie. Secondo me già da tempo i rapporti tra le persone stavano mutando, sto pensando a quanto viene descritto in "Amore liquido", a come la precarietà della vita esterna ti entra dentro come per osmosi. Con l'avvento dei social tutto ciò viene amplificato. Tutti i giorni puoi conoscere persone nuove. Possono essere occasioni o tentazioni. Sta ad ognuno di noi capire quanto ne vale la pena. Personalmente ho tantissimi amici su Facebook, ma chi veramente conta nella mia vita se ne tiene alla larga. Bisognerebbe sempre avere delle priorità e non farsi inglobare. Usare i social ma non esserne schiavi.

Il singolo che vi ha fatti conoscere ovunque è "Non sono mica un bancomat", pensi che si possa definire una hit femminista, ti definiresti una femminista che lotta per i diritti delle donne? Qual è il messaggio che vuoi lanciare con questo pezzo?
Più che femminista mi sento femminile. Consapevole del mio ruolo e della mia forza di donna. Non sono una femminista. Non appartengo a quella generazione. Per me i diritti delle donne sono già una realtà acquisita. Se nel 2000 siamo ancora a lottare per questi diritti vuol dire che allora neanche noi crediamo di averli raggiunti e ci comportiamo come se fossimo ancora un gradino sotto all'uomo. E anche vero che ci sono molti campi in cui devi sgomitare per farti considerare. La musica è uno di questi. Se sei una donna, anche se una giornalista, per definizione non capisci un tubo di musica. Per non parlare del machismo che vige nelle band. I gruppi in Italia capitanati da donne si contano sulle dita di una mano. Non so se poi hai notato che se stona una donna tutti le danno addosso, se lo fa un uomo non se ne accorge nessuno. Infatti non esiste la versione femminile di Vasco Brondi. O per lo meno non è arrivata al successo. Credo che alla fine le più grandi nemiche delle donne siano le donne stesse. Gli uomini sono prevedibili e li puoi gestire. Noi donne sappiamo essere crudeli come non mai. Dovremmo imparare ad essere più unite e solidali.  Tornando a "(Non sono mica un) Bancomat" in realtà il messaggio che vuole trasmettere è valido per tutti: nonostante l'amore per una persona, non bisogna mai dimenticarsi della propria dignità. Spesso ci accontentiamo di ricevere quello che crediamo di meritare. E invece dovremmo imparare a scindere quello che desideriamo da quello che meritiamo. Mi viene in mente una frase di Bukowski che ho riletto in questi giorni "La testa si deve perdere in due, altrimenti è un'esecuzione".

In questi ultimi giorni si parla molto delle unioni civili, ScandaloSoBrio cosa ne pensa?
Gli ScandaloSoBrio sono a favore dell'amore in tutte le sue forme e manifestazioni.

Quali sono i sogni e le aspirazioni della cantante di Bancomat?
Questa domanda la giro alla Cantante di Bancomat, ovvero la bionda che in tutto il brano dice solo la parola "Bancomat". È lei la vera star dei nostri concerti. Praticamente abbiamo costruito il progetto ScandaloSoBrio intorno alla sua figura di algida e affermata art rocker berlinese. La Cantante di Bancomat è bella e bionda e non ha sogni da realizzare perché riesce ad ottenere tutto! E comunque può permettersi di fare quello che vuole! In ogni donna c'è una Cantante di Bancomat! Basta crederci!

Secondo te qual è oggi la sfida più grande per la donna contemporanea?
Ricordarsi di essere donne e non prendersi troppo sul serio. Rischiamo di diventare pesanti come gli uomini. Con la leggerezza, l'ironia e la dolcezza siamo capaci di rigirarci tutti.

Una domanda difficile: come si concilia la vita di una madre di famiglia con quella di una vamp che incendia il pubblico nei torbidi locali fiorentini?
E con quella di una giornalista. E con quella di una professionista della comunicazione....ahahah....alla fine i caffè aiutano tanto! Non mi sono mai posta il problema. La musica è sempre stata parte integrante della mia vita e chi vive accanto a me è abituato a tutto ciò. Anzi. I momenti in cui sono stata ferma con la musica hanno sempre preoccupato tutti perché chi mi vuole bene sa che è una mia valvola di sfogo indispensabile. Semplicemente, come tutte le donne, credo di essere abituata ad essere e fare molte cose. E poi le vere vamp sono le madri di famiglia, mica le squinzie di vent'anni! La mission degli ScandaloSoBrio è proprio quella di testimoniare che una donna ad ogni età è bella e desiderabile. Anzi, più cresce più diventa affascinate perché sicuramente è più sicura, più accogliente, più completa.  

Tra poco ti vedremo al Glue, dobbiamo aspettarci qualche sorpresa sul palco?
Ogni live che presentiamo è sempre uno spettacolo unico. Perché ogni volta proponiamo una scaletta e un tema diverso. In occasione del Carnival Party del 6 febbraio al Glue ci esibiremo vestiti come i personaggi di Lupin III, improntando la performance sull'ironia e giocando con i cliché della maliardona e sulla prevedibilità del maschio medio. E siccome amiamo contornarci di ospiti, per l'occasione avrò l'onore di duettare con la pirotecnica Lisa Kant, cantante, performer, compositrice, e per il gran finale avremo nientepopodimeno che il mitico Pippo Bosè, lo showman più amato di Firenze!

ScandaloSoBrio, "Come non ci fosse un domani"
ScandaloSoBrio, "Come non ci fosse un domani"

 

03/02/2016