Bionsensori che 'scoprono' i tumori: da Pisa nuove tecnologie biomediche

La Scuola Normale ha brevettato due tecnologie promettenti per la diagnosi precoce dei tumori al cervello che potrebbero sostituire la Tac

Due biosensori per individuare traumi cerebrali dalle analisi del sangue e per la diagnosi precoce dei tumori sono stati brevettati dalla Scuola Normale di Pisa e selezionati per partecipare a InnovAgorà, la prima fiera dell'innovazione italiana promossa dal ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca che si svolgerà a Milano dal 6 all'8 maggio, mettendo in mostra le più promettenti tecnologie prodotte da università ed enti di ricerca italiani.

Entrambe le tecnologie biomediche sono state realizzate dal laboratorio Nest della Normale. La prima si chiama Braiker, spiega una nota dell'ateneo, ed è "un biosensore completamente elettrico in grado di individuare la presenza di traumi cerebrali da analisi del sangue: ha le dimensioni di un chip sul quale sono presenti una serie di nano-sensori che agiscono secondo i principi della nano-acustica, trasmettendo quindi onde acustiche che sono in grado di rilevare una particolare molecola, la proteina acida fibrillare della glia, la cui presenza anomala caratterizza il sangue circolante in soggetti afflitti da traumi cerebrali severi o lievi".

Secondo i ricercatori Matteo Agostini e Marco Cecchini (del Cnr) questa tecnologia "potrebbe sostituire esami estremamente costosi e lenti quali la risonanza magnetica e la Tac". Il secondo brevetto è un biosensore grafenico per l'analisi di esosomi in fluidi biologici, ovvero una tecnologia biomedica, targata Normale e istituto italiano di tecnologia, utilizzabile per la diagnosi precoce dei tumori, che sfrutta proprietà del grafene e sue funzionalizzazioni per poter legare selettivamente esosomi presenti in sangue e altri fluidi corporei.

30/04/2019