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Fase 2 negli ospedali della Toscana: una nuova organizzazione per ripartire in sicurezza

Una nuova ordinanza firmata oggi dal presidente della Regione Enrico Rossi prevede la creazione di 1110 nuovi posti per le cure intermedie, mentre i 250 posti in intensiva, realizzati nel corso della pandemia, saranno lasciati a disposizione della protezione civile

Gli ospedali toscani si preparano ad affrontare la fase 2 dell’emergenza Coronavirus con una nuova organizzazione, stabilita dall’ordinanza numero 49 firmata oggi dal presidente della Regione Enrico Rossi. Da domani, 4 maggio, riprenderà infatti – con la necessaria gradualità – la normale attività sanitaria. La nuova ordinanza dispone che l’attività sanitaria riprenda per 12 ore al giorno e 6 giorni a settimana in tutti i presidi ospedalieri e territoriali. L’estensione dell’orario è stata disposta al fine di limitare il numero di utenti e operatori presenti in contemporanea.

“La Toscana è una ‘regione fredda’ dal punto di vista dei contagi e per questo possiamo pensare a riaprire ed a sperimentare una nuova normalità di convivenza con il Covid, anche in sanità – spiega il presidente Enrico Rossi – ringrazio il personale sanitario della Toscana per lo straordinario lavoro fatto. Gli operatori a tutti i livelli hanno dimostrato efficienza e spirito di sacrificio nel prendersi cura ciascuno dei propri pazienti e, nell’insieme, l’organizzazione regionale si è dimostrata validissima. Non smetterò mai di sottolineare che questa emergenza senza i nuovi ospedali e senza l’organizzazione per Area vasta che la Toscana si è data negli anni scorsi sarebbe stata una tragedia, con molte più criticità. Invece i problemi principali si sono avuti nelle RSA, come è successo in tutta Italia, ma qui in Toscana ce ne siamo immediatamente fatti carico ed abbiamo messo le residenze sotto l’attenzione del servizio sanitario regionale.”

NUOVI POSTI LETTO – Saranno creati dalle varie aziende sanitarie circa 1100 nuovi posti letto destinati alle cure intermedie, in questo modo l’attuale dotazione di 612 posti salirà fino all’obiettivo di 1700 posti equamente distribuiti su tutto il territorio regionale.
“Serviranno adesso, per i malati che non hanno più bisogno di ospedalizzazione ma necessitano comunque di esser seguiti da personale specializzato, ma resteranno e saranno utili anche al termine dell’emergenza causata dalla pandemia” sottolinea Rossi. 
I 250 posti di terapia intensiva realizzati nel corso della pandemia nei tanti presidi ospedalieri, nuovi e vecchi,  saranno lasciati a disposizione della protezione civile regionale e nazionale.

OSPEDALI IN SICUREZZA – Rimarranno attivi davanti a tutti gli ospedali i pre-triage e resteranno in vigore tutte le procedure di sicurezza per gli accessi agli ospedali. Resterà la divisione tra reparti Covid e non-Convid, con percorsi e personale dedicato.
All’interno degli ospedali e delle altre strutture sanitarie resta obbligatorio l’uso dei dispositivi di protezione individuale e delle consuete procedure di sicurezza. Anche i lavoratori della sanità, compresi coloro che operano negli uffici, dovranno indossare DPI se non è possibile garantire il mantenimento della distanza di 1,80 metri tra le postazioni di lavoro.
In caso di ricovero pre-chirurgico, sarà necessario effettuare il test sierologico semi-quantitativo tra i 10 ed i 7 giorni prima, mentre sarà sempre effettuato il tampone il giorno stesso, prima del ricovero.
Resta, per qualsiasi prestazione sanitaria, il divieto di accesso per gli accompagnatori, tranne che in caso di minori, disabili e persone non autosufficienti. 

VISITE E SCREENING – Saranno riattivate le visite ambulatoriali programmate, gli screening oncologici ed i controlli propedeutici alle attività chirurgiche, secondo classi di priorità. Le aziende USL dovranno redigere un piano dell’attività, anche attraverso il ricorso al privato convenzionato.
Medici di base e pediatri di famiglia potranno avvalersi delle visite telematiche. Sempre in via telematica potranno essere fatte visite di controllo e follow up, mentre per le prime visite e per le visite che richiedono la presenza fisica saranno dati dalle AUSL appuntamenti cadenzati in maniera da evitare l’affollamento delle sale di attesa.
Ricominceranno i prelievi del sangue, che saranno effettuati solo su prenotazione. L’orario di prelievo sarà esteso fino al primo pomeriggio (si ricorda che solo per l’analisi di alcuni valori è necessario rispettare il digiuno prima del prelievo).
La ripresa della libera professione sarà autorizzata dopo il raggiungimento dell’obiettivo di un tempo di attesa per le prestazioni ambulatoriali istituzionali programmate non superiore a 15 giorni (30 giorni per la diagnostica)

RSA – Nelle RSA sarà prevista la presenza di un medico della Asl – uno per ogni 300 assistiti – che seguirà gli ospiti in aggiunta al personale della struttura ed al medico curante. Sarà inoltre adottato un diario clinico web-based che permetterà di monitorare al meglio lo stato di salute degli ospiti.
I centri diurni per persone con disabilità riapriranno dal 18 maggio, a breve una delibera della Giunta regionale dettaglierà le modalità per la ripresa delle attività.

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