Le gambe bioniche funzionano con l'azione del Sant'Anna di Pisa

Il progetto europeo Cyberlges unisce protesi e robot indossabili. Finora 11 persone alla Fondazione Don Gnocchi di Firenze le hanno provate

Ora le persone che hanno subìto amputazioni, potranno camminare senza fatica. Come? Grazie alle gambe bioniche, risultato del primo progetto al mondo che unisce protesi e robot indossabili, come esoscheletri.

Il progetto europeo prende il nome di Cyberlegs. E' coordinato dall'Italia con l'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Finora 11 persone hanno provato le gambe bioniche alla Fondazione Don Gnocchi di Firenze.

I risultati ottenuti da Cyberlegs saranno illustrati nel meeting con i rappresentanti della Commissione Europea e con i revisori tecnici, in programma domani 17 marzo alla Fondazione Don Carlo Gnocchi a Firenze, dove si sono svolti anche i test che, da agosto 2014, hanno coinvolto i volontari.

Si tratta di ''un insieme di tecnologie che aiutano a tornare a camminare in modo naturale'', spiega il coordinatore del progetto, Nicola Vitiello. ''Stanno aumentando le persone anziane amputate e per loro poter lasciare stampelle e sedie a rotelle è un grande successo'', dice Maria Chiara Carrozza, fondatrice e coordinatrice del progetto fino al 2013, anno della nomina a ministro per l'Istruzione, Università e Ricerca.

Hanno fornito contributi il docente Silvestro Micera e il ricercatore Vito Monaco; al consorzio hanno aderito come partner docenti universitari da tutta Europa in rappresentanza di importanti istituzioni.

16/03/2015

camminare con le gambe bioniche
camminare con le gambe bioniche