Scoperta al Sant'Anna: il cervello riconosce gli oggetti grazie al tatto

Migliorata la percezione grazie 'all'esperienza': uno studio italiano e svedese apre la strada a future protesi bioniche

Percezione ed esperienza: il cervello è in grado di riconoscere gli oggetti attraverso il tatto. A dimostrarlo è lo studio dell'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e dell'Università svedese di Lund, una ricderca che potrà portare allo sviluppo di innovative protesi bioniche.

Lo studio descrive i meccanismi grazie ai quali il cervello è in grado di migliorare la percezione attraverso l'esperienza: "con l'esperienza i neuroni si differenziano, specializzandosi ognuno nel riconoscimento di una specifica proprietà degli oggetti", ha spiegato Alberto Mazzoni, della Scuola Sant'Anna e fra gli autori della ricerca. "Il risultato - ha aggiunto - è che alla fine dell'apprendimento è molto più facile distinguere i diversi oggetti toccati".

Per capire come fa il cervello a riconoscere gli oggetti col tatto, gli autori hanno sviluppato un modello matematico dei neuroni dell'area cerebrale che riceve gli stimoli tattili, chiamata nucleo cuneato. Hanno poi simulato l'apprendimento fornendo all'area interessata migliaia di informazioni sensoriali, attraverso un polpastrello robotico.

Per iCalogero Oddo, coordinatore dello studio  (insieme a Henrik Jorntell), "questa ricerca getta nuova luce sui meccanismi di apprendimento del cervello, in particolare del nucleo cuneato, e - ha concluso - può portare in prospettiva allo sviluppo di protesi bioniche avanzate, chip e sistemi di intelligenza artificiale ispirati ai sistemi biologici".

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Frontiers in Cellular Neuroscience e finanziato da Commissione Europea e ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca.

31/07/2018