Solidarietà, da tutto il mondo si mobilitano per Careggi

di Giulia Rafanelli

Servono macchinari per la terapia intensiva. L'obiettivo? Un milione di euro. Dall'argentina all'Uruguay, dal mondo della musica a quello della politica: in tanti hanno aderito alla campagna "Insieme contro il coronavirus"

Anche dal Sud America si mobilitano per la Toscana. Le associazioni dei toscani nel mondo hanno attivato una rete di solidarietà a favore dell’ospedale di Careggi per fronteggiare l'emergenza Coronavirus.

L’iniziativa è stata lanciata da Nicola Cecchi, a suo tempo vicepresidente vicario dell'assemblea dei Toscani nel Mondo che ha scritto una lunga lettera ai presidenti delle associazioni di Argentina e Uruguay chiamando a raccolta i toscani all'estero, una comunità ampia capace di mobilitarsi, di volta in volta, nel segno dell’amore condiviso per la terra d’origine, la Toscana. La nostra bella Toscana, nostra a prescindere da dove adesso ci troviamo.

C’è un popolo fantastico che ha capito cosa fare per bloccare il contagio insieme a migliaia di professionisti e volontari che si stanno sfiancando pur di fronteggiare questa emergenza, trascurando le proprie vite, i propri affetti e a volte anche la propria vita al punto di perderla in trincea, al fronte. Il contagio velocissimo ci ha colti un po’ di sorpresa, ma come si sa nei momenti difficili ci siamo, diamo il meglio di noi e sappiamo recuperare ed alla fine vincere. [...] Penso che sia il momento di dare una mano. [...] Le associazioni, le persone che conosciamo, gli amici, le aziende, tutto quello che è possibile per aiutare a comprare quante più attrezzature possibili in appoggio a quello che la Regione e la Protezione Civile stanno facendo: anche solo un euro o un peso argentino o uruguagio o un real brasiliano possono fare molto e soprattutto fanno capire che siamo una grande comunità.”

Una lettera che è una sorta di chiamata alle armi per fare il possibile, una guerra contro il tempo prima del picco dei contagi che si presume possa arrivare a fine mese.

La Regione ha già provveduto ad attrezzarsi reperendo posti letto per la terapia intensiva, con una campagna di screening per medici, infermieri e operatori sanitari, rifonerndo le Asl di mascherine e attivano un conto corrente regionale per le donazioni. Ma ogni aiuto è importante ed i Toscani nel mondo intendono contribuire stringendosi attorno alla raccolta fondi dell’associazione che porta il nome di Gabriele Borgogni, fondata da Valentina Borgogni quindici anni fa e da allora accanto alle vittime della strada, vittime come Gabriele, fratello di Valentina, rimasto ucciso a Firenze nel 2004 a seguito di un incidente stradale causato da un guidatore poi risultato ubriaco alla guida.

La Gabriele Borgogni Onlus da tanto tempo collabora con l’ospedale di Careggi ed è proprio da Careggi che è partita la richiesta di aiuto che Valentina e la sua rete di solidarietà hanno immediatamente fatto propria. In poche ore è già stato possibile staccare un assegno da 5 mila euro a favore del reparto di terapia intensiva dell’azienda sanitaria fiorentina che serviranno per aumentare la dotazione di mascherine e caschi. L’obiettivo però è aiutare l’ospedale nell’acquisto di apparecchiature mediche più costose: “Sono in contatto – spiega Valenina– con il direttore del pronto soccorso, Stefano Grifoni, è stato proprio l’ospedale a chiederci aiuto. In Toscana i contagi aumentano e la struttura sanitaria ha bisogno di respiratori, monitor, e di altri macchinari, macchinari costosi ma fondamentali per fronteggiare il picco del contagio”.

Un milione di euro, di questo stiamo parlando.La rete intorno all’associazione è ampia – riprende Valentina - ci sono tante realtà piccole e grandi, insieme possiamo farcela grazie anche al supporto della cittadinanza”.
La campagna “Insieme contro il coronavirus” è attiva sulla piattaforma di croudfundig Gofundme e può essere seguita anche attraverso la pagina Facebook dell’associazione dove Valentina e i suoi collaboratori, di volta in volta, condividono i video messaggi di incoraggiamento e solidarietà che ricevono: dal conduttore radiofonico Gianfranco Monti, dall’attrice Katia Beni, al vicesindaco di Firenze Cristina Giachi, alla musicista e cantante Letizia Arrow Dei, alla Bandabardò a Marco Masini.

  

Un appello collettivo potente che non ha confini e che è arrivando velocemente anche oltre Oceano raggiungendo i tanti toscani sparsi per il globo che intendono far sentire la propria vicinanza ai loro affetti in una sorta di abbraccio collettivo alla Toscana: “Insieme possiamo fare tanto ed è il momento di dimostrarlo a noi stessi, al mondo, alle nostre famiglie: #insiemecelafaremo.”, scrive Nicola Cecchi in chiusura della sua lettera.

#ioabbracciolatoscana

20/03/2020