11anni dopo la confisca Regione e Comuni gestiranno Suvignano

Fu il giudice Giovanni Falcone nel 1983 a sequestrare l'azienda all'imprenditore palermitano Vincenzo Piazza

Sono passati ben undici anni da quando nel 2007, con la condanna passata in giudicato, la confisca della tenuta di Suvignano è diventata definitiva. Fu il giudice Giovanni Falcone nel 1983 a sequestrare l'azienda una prima volta all'imprenditore palermitano Vincenzo Piazza, sospettato di aver rapporti con Cosa Nostra. Il costruttore siciliano ne rientrò successivamente in possesso. Tra il 1994 e il 1996 arrivò il secondo sequestro, assieme ad un patrimonio di ben duemila miliardi di vecchie lire affidato alla gestione di un amministratore giudiziario. Poi, nel 2007 appunto, la condanna e la confisca definitiva. Ora finalmente è arrivata l'assegnazione alla Regione, che la gestirà concordandone l'utilizzo con i Comuni.

Da tempo Regione ed amministrazioni comunali avevano presentato un progetto per quella proprietà che conta diciassette coloniche e 21 mila metri quadri tra immobili e magazzini, una chiesetta di fianco all'edificio principale, una colonica di pregio e 713 ettari di terreno, 685 nel comune di Monteroni e 18 in quello di Murlo. C'è anche un agriturismo, funzionante, con la via Francigena che passa lì vicino. Un'oasi di pace in mezzo alle colline senesi, con una vista nelle giornate terse fino all'Appennino. Il cuore dell'attività rimane in tutti questi anni di gestione conservativa - quattro dipendenti e il resto stagionali - la coltivazione dei campi: grano ed erba per il foraggio per lo più, qualche olivo ed un centinaio di ettari di bosco, pecore sarde, maiali di cinta senese e, portati a suo tempo dalla Sicilia, anche alcuni cavalli ‘sanfratello' e ciuchi di Ragusa.

"La Regione gestirà il bene tramite Ente Terre concordando l'utilizzo con i Comuni di Monteroni d'Arbia e Murloha spiegato l'assessore alla presidenza e alla cultura della legalità, Vittorio Bugli – Stileremo infatti con le due amministrazioni un accordo per la costituzione di un tavolo di coordinamento che per i prossimi dieci anni dovrà stabilire linee guida e strategie del piano di sviluppo e poi ne monitoreremo insieme l'andamento. Assieme ai Comuni ci confronteremo anche in sede di tavolo regionale dei beni confiscati, nel quale sono presenti associazioni e istituzioni legate a questa tematica, per concordare le attività sociali da svolgere nella tenuta.".

"Grazie all'acquisizione della gestione da parte dell'Ente Terre regionali toscane – ha dichiarato l'assessore all'agricoltura Marco Remaschi – si tratta di una straordinaria occasione di promozione economica del territorio e di valorizzazione delle produzioni agricole e zootecniche. L'azienda può diventare un volano per l'economia di tutta l'area". Sarà proseguita l'attività agricola, ma saranno sviluppate anche iniziative sulla legalità e l'antimafia. E magari si potranno creare posti di lavoro. "Il perseguimento di obiettivi occupazionali e di inserimento sociale, il coinvolgimento di reti locali, nonché la promozione di aspetti educativi saranno elementi fondamentali del progetto – rimarcano insieme i due assessori – Aspetto chiave sarà il partenariato istituzionale, economico e sociale". 

"La mafia – ha dichiarato l'assessore regionale Vittorio Buglicircola in Toscana e sono 78 i clan che hanno avuto o hanno proiezione criminale nella regione". I numeri sono quelli del secondo rapporto sulla criminalità organizzata presentato a settembre e che la Regione ha commissionato alla Scuola Normale di Pisa, bussola utile per acquisire consapevolezza dei segnali di infiltrazione. Negli ultimi tre anni si sono contati 223 arresti con aggravante mafiosa: sono pochi (ancora) i casi da 416 bis, ma c'è un'impennata per quanto riguarda il reato di favoreggiamento e di riciclaggio.

"Della mafia occorre invece parlare, sempre e ad alta voce. E va promossa la cultura ed educazione alla legalità, a cominciare dai ragazzi". Qualcosa che in Toscana avviene, fin dal 1999: con iniziative nelle scuole, sostenendo e promuovendo i campi estivi di più associazioni in Sicilia e Calabria sui terreni strappati alla criminalità. per l'educazione alla legalità le risorse a disposizione per il bniennio 2018-2019 sono 164 mila euro. "Ora - dice Bugli - quei campi li potremo organizzare anche a Suvignano, con una sorta di campus permanente sulla legalità". Un'idea, confida, che potrebbe già essere realtà il prossimo anno.

 

25/10/2018