Festival dell’Economia Civile: tre giorni alla ricerca della felicità

Dal 16 al 18 novembre a Campi Bisenzio la seconda edizione del festival dedicato alle buone pratiche

Ideare un pranzo con gli scarti alimentari, riqualificare gli spazi di una fabbrica ormai dismessa, promuovere i progetti dei giovani e far loro strada nelle imprese, condividere utensili per ristrutturare casa in cambio di volontariato civico. Sono alcune delle buone pratiche che rimbalzeranno tra uno stand e l’altro della seconda edizione del Festival dell’Economia Civile di Campi Bisenzio, promosso dal Comune di Campi, Legambiente, Scuola di Economia Civile e Anci Toscana, con il patrocinio della Regione Toscana e della Città Metropolitana di Firenze.

Dal 16 al 18 novembre 2017 Campi darà voce alle idee e ai progetti che vogliono cambiare il corso dell’economia tradizionale e virarla verso un percorso più “civile”, perché rispettoso dell’ambiente e del territorio, che punti sulla condivisione delle risorse e che sia inclusivo e partecipato. Per tre giorni si parlerà di un modello di sviluppo alternativo, in parte già in atto. Il metodo di lavoro è semplice, basato su quattro tavoli di lavoro: welfare e comunità; rigenerazioni di luoghi e spazi di comunità; nuovi modelli energetici; lavoro, giovani e formazione. Ogni tavolo è coordinato da un soggetto segnalato dal gruppo e partecipano realtà locali e nazionali dei 5 sistemi di riferimento: istituzioni, attori economici, società civile, scuola-università e cittadini.

Ci sarà Francesco Morace, sociologo e presidente Future concept Lab che in una lectio magistralis parlerà della crescita felice. Leonardo Becchetti presenterà il suo manifesto dell’Economia Civile e tanti ospiti, imprese ed esperti  che approfondiranno aspetti cruciali, come la responsabilità sociale d’impresa. Si presenterà “Job in lab”, il progetto realizzato insieme all’Università di Firenze: il Comune di Campi è il primo ente pubblico a fare da connettore tra imprese e giovani, aiutando a far entrare i loro progetti innovativi nelle imprese e a farsi così strada nel mondo del lavoro. Si parlerà, insieme all’assessore Bugli, dell’esperienza dei Pop-Up toscani, ovvero la riapertura di fondi sfitti e la rivitalizzazione di quartieri abbandonati e talvolta degradati grazie al coinvolgimento dal basso di cittadini e operatori economici. Una rappresentazione teatrale racconterà, venerdì alle 21, uno dei primi imprenditori italiani a dare un volto sociale all’economia, Adriano Olivetti.

Ampio spazio alle attività del Distretto dell’economia civile, con #iltroppobuono. Due i progetti realizzati dall’amministrazione che saranno al centro di incontri e iniziative. “Mani in pasta” contro lo spreco alimentare: 150 bambini delle scuole elementari coinvolte in  un percorso educativo iniziato in classe, creeranno un menù fatto interamente con gli scarti e poi pranzeranno insieme ai loro genitori e insegnanti sul palco del  teatro Carlo Monni. Condivisione e impegno civico si uniscono nel progetto dell’emporio solidale “Fai da noi” realizzato insieme a Leroy Merlin: utensili per ristrutturare o decorare casa a disposizione di tutti, in prestito e gratuiti, in cambio di attività di volontariato socialmente utili, un patto di cittadinanza attiva a vantaggio dell’intera comunità

Tra i progetti più ambiziosi del distretto c’è poi la riqualificazione urbana del grande edificio di via Alfieri, una ex tintoria da 15.600 metri quadrati ormai in stato di abbandono che sarà oggetto di un imponente piano di recupero, con  la creazione di spazi residenziali, commerciali e attività a uso pubblico, ma che nel frattempo diventerà il quartier generale del nuovo piano strutturale partecipato del Comune di Campi. Qui l’amministrazione comunale incontrerà i cittadini per stabilire insieme le priorità della Campi del futuro.

“Da tempo con il progetto CollaboraToscana stiamo seguendo lo sviluppo della cosiddetta economia collaborativa e partecipata, ulteriore sviluppo della sharing economy – sottolinea l’assessore alla Presidenza e alla Partecipazione della Toscana, Vittorio Bugli – Dalla cooperative di comunità ad associazioni e cittadini che si organizzano, dal carpooling di paese alla presa in carico di parchi o spazi pubblici, siamo infatti convinti che forme di economia e governance basate sulla cogestione e sulla coproduzione possono aiutare lo sviluppo dei territori e costituire una risposta che rigenera le comunità locali con esperienze che hanno buoni effetti economici, ma anche sociali”. Per far questo, come sta facendo la Regione, è però necessario mettere intorno ad un tavolo i diversi attori. 

 

14/11/2017