INCENDI SUI MONTI PISANI, DANNI PER 15 MILIONI. ROSSI SPRONA IL GOVERNO

Incendi Monti pisani, protezione civile al lavoro

Interventi e risorse per contenere rischi idrogeologici. Già a lavoro cinquanta operai forestali. Enrico Rossi si rivolge al Governo: «Stanzi le risorse per case e aziende»

Tra le priorità, dopo l'incendio che ha devastato i Monti Pisani due settimane fa, c'è anche la ricostruzione della strada provinciale del Serra, oggi ancora chiusa al traffico. «Rientra tra le somme urgenze ed abbiamo stanziato per questo 161 mila euro» spiega il presidente della Toscana Enrico Rossi, dal palazzo comunale dove lo sguardo, oltre le case attorno alla piazza, si volge verso la macchia nera e marrone che tutt'attorno ha preso il posto di boschi e oliveti.

«Abbiamo varato un provvedimento straordinario di un milione e mezzo di euro – ricorda -, per mettere urgentemente in sicurezza il territorio rispetto alle piogge che si preannunciano ed evitare frane ed allagamenti. Presenteremo successivamente un piano che riguarda la ricrescita e la selezione del bosco. Torneremo a Calci altre volte» dice. «La Regione Toscana c'è» assicura. «Aspettiamo che ci siano anche gli altri».

E gli altri sono il Governo e chi, nei giorni dell'incendio, ha fatto promesse. Promesse su cui i sindaci dei territori feriti dal fuoco, tutti a Calci stamani, sono fiduciosi ma pretendono che diventino velocemente fatti concreti.

«Ho firmato ufficialmente la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale» ricorda Rossi. «Non siamo sbruffoni, non chiediamo cose impossibili. Chiediamo la soglia minima rispetto alle tante promesse che abbiamo sentito nei giorni dell'incendio e cioè che le dodici case andate distrutte, per tre milioni e 100 mila euro di danni complessivi, siano rimborsate attraverso un provvedimento sul versante della Protezione civile. La Regione non ha infatti competenza su questo».

Assessore e presidente chiariscono poi la questione dei rimborsi per i danni che ci sono stati alla colture e gli investimenti a cui le aziende saranno costrette per ripartire. Serve la dichiarazione di stato di calamità naturale, cosa diversa dall'emergenza nazionale e su cui è il Governo ad avere l'ultima parola. «Chiediamo un intervento diretto del Ministero dell'agricoltura» ripete Rossi. La richiesta di calamità naturale sarà presentata in via definitiva dopo il 19 ottobre, quando sul sito di Artea, l'azienda regionale per le erogazioni in agricoltura, si chiuderà la procedura attraverso cui le aziende possono segnalare in maniera chiara e precisa i danni subiti. Si stimano 8 milioni di danni. «Chiediamo subito uno stanziamento del Governo» insiste Rossi. «Nel frattempo noi ci siamo attivati nell'unico modo possibile, ovvero mettendo a disposizione risorse regionali dei fondi strutturali eur opei per l'agricoltura che però, anche queste, devono essere sbloccate dal governo presso l'Europa dichiarando lo stato di calamità naturale. Se poi il ministro Centinaio vorrà attivare altri fondi, la cosa non ci farà certo dispiacere».

Intanto è già partito l'intervento di bonifica e di ricostruzione sui Monti Pisani, dopo l'incendio di fine settembre che ha colpito un territorio di quasi 1.500 ettari, al cui interno ne sono bruciati 1.148. Già a lavoro una cinquantina di operai forestali. La giunta toscana ha approvato ed è infatti già operativo il piano da 1,5 milioni di euro che servirà a contenere i rischi idrogeologici a valle delle aree percorse dal fuoco, per limitare la possibilità di eventuali frane, e altri intervbenti per sanare parte delle ferite inferte dall'incendio al reticolo idraulico.

Contestualmente è partita, direzione Roma, la richiesta ufficiale per la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale al Dipartimento della protezione civile. Il presidente Rossi l'ha firmata meroledì. Danni denunciati e spese necessarie ammontano a oltre 15 milioni di euro. Per la ricostituzione degli ettari bruciati serviranno almeno 8 milioni: il fuoco ha percorso in alcuni casi terreni già attraversati dalle fiamme nel 2009 e 2011, dove è rimasta solo cenere e neppure gli scheletri degli alberi. E si chiede un contributo. Prioritarie sono considerate le spese di soccorso e prima somma urgenza e a ristoro dei danni agli immobili privati (che competono però al governo), in modo da dare risposta a coloro che nell'evento hanno perso l'abitazione.

11/10/2018