Poggio a Caiano, restaurato il ponte voluto dai Medici

di Giulia Rafanelli

Una festa per il taglio del nastro della nuova passerella ciclopedonale che collega la Villa Medicea alle Cascine di Tavola come nel disegno originale del Granduca Leopoldo

Una festa per tutta la cittadinanza. All’inaugurazione del nuovo Ponte Leopoldo II, nel Comune di Poggio a Caiano sono accorsi in tanti. Qualcuno è addirittura arrivato in bicicletta da Prato. Di fatto lo scopo per cui fu costruito nel 1833 dall’architetto Alessandro Manetti per volere del Granduca Leopoldo, era proprio collegare la villa Medicea di Poggio con le Cascine di Tavola, che si trovano oggi nel Comune di Prato e che furono fatte progettare da Lorenzo Dei Medici nel 1470. Con il taglio del nastro di sabato scorso, 21 settembre, si ricrea, a ben vedere, quel disegno originario.

Ma il ponte Leopoldo II (meglio noto come Ponte del Manetti) non guarda solo al passato. Questa nuova passerella ciclopedonale andrà a collegarsi con la rete di ciclabili della Piana e sarà un'occasione preziosa per i due Comuni di avviare progettualità per uno sviluppo sostenibile dei territori compresi tra le Cascine e la Villa Medicea, patrimonio dell'Umanità.

Tornando all'inaugurazione, il taglio del nastro è stato solo l'apice di un programmna di eventi organizzato dalla cittadinanza per celebrare il ponte a cui Poste Italiane ha dedicato anche un annullo filatelico. Si è trattato di una vera e propria festa in pompa magna. Dopotutto erano quasi 10 anni che i poggesi aspettavano questo giorno.

Prima di dare la parola ai diretti interessati, e di scoprire cosa ne pensano poggesi e pratesi di quest’opera a loro finalmente restituita, vi diamo qualche dettaglio sui lavori che hanno interessato l’infrastruttura e resi possibili grazie ad un co-finanziamento da 1 milione e duecentomila euro complessivi tra Regione Toscana (720mila euro), Provincia di Prato (270mila), Comune di Prato (150mila) e Comune di Poggio a Caiano (60mila

INTERVENTO DI RECUPERO. I lavori, avviati nel maggio del 2018, si sono conclusi nel luglio 2019, pochi mesi dopo rispetto alla tabella di marcia, necessari per installare uno scenografico sistema di illuminazione notturna, non previsto nel progetto iniziale e reso possibile grazie a un ribasso d’asta di circa 200mila euro.

Il ponte, sorretto da un sistema di stralli metallici, ha una lunghezza complessiva di 60 metri e si compone di tre sezioni, di cui una campata centrale di 24 metri con il rivestimento in legno e altre due di collegamento in piano metallico.

I lavori prevedevano sia un restauro conservativo dei due archi storici del 1833 progettati dall’ingegnere Alessandro Manetti, sia un ripristino degli stessi funzionale alla statica del ponte. E’ stato inoltre realizzato un tratto di pista ciclabile della lunghezza di un km circa che parte da via Regina Margherita e arriva a via del Ponte di Ferro, oltre a punti di sosta e zone d’ombra arricchite di gradoni, panchine e scale progettate in modo da essere completamente integrate nell’estetica complessiva della struttura.

Un sistema di luci incassate nella struttura esalta gli arconi e la passerella, garantendo un’ottima visibilità per la percorrenza in tutta sicurezza anche nelle ore più buie, nonché un bellissimo effetto scenografico anche a distanza.

23/09/2019

Il taglio del nastro con i sindaci Puggelli e Biffoni
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