Presto anche i diari dei migranti nell’Archivio di Pieve Santo Stefano

Grazie al bando “Dimmi”, finanziato dalla Regione Toscana, sono stati già raccolti 136 racconti di migranti

L’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano si va arricchendo, grazie al progetto “Dimmi-Diari multimediali migranti”, finanziato anche dalla Regione Toscana, anche delle storie autobiografiche dei migranti. L’Archivio dei diari, ideato e fondato nel 1984 da Saverio Tutino, ha raccolto sino ad oggi oltre 7.500 tra diari, epistolari, testimonianze di ogni epoca scritte da italiani e stranieri. Sono già 136 i racconti inediti di emigrazione raccolti grazie alle prime due edizioni del concorso Dimmi-Diari multimediali migranti ma col nuovo bando, aperto fino al 15 giugno, si intende superare le 200 unità, puntando a costituire il più vasto deposito di racconti di vita di emigrati esistente in Italia.

Dimmi è un progetto nato nel 2012 grazie al sostegno della Regione Toscana, il suo obiettivo è quello di sensibilizzare e coinvolgere sui temi della pace, della memoria e del dialogo interculturale, e di creare un fondo speciale dei diari di migranti, di prima e seconda generazione, presso l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano. Promuovendo così la costruzione di una memoria collettiva che tenga conto delle diverse provenienze dei cittadini.

Il concorso è aperto alle storie di chi, di origine o provenienza straniera, vive o ha vissuto in Italia e nella Repubblica di San Marino. I 136 racconti raccolti nelle due precedenti edizioni di Dimmi sono di autori provenienti da 32 diversi paesi sparsi in 4 continenti: dall'Afghanistan al Brasile, dallo Yemen a Santo Domingo, dalla Polonia al Marocco.  Tre le categorie del concorso: uomini, donne e giovani fino ai 21 anni. Ammessi racconti in forma scritta e quelli che si serviranno di foto, immagini, email, lettere e disegni, cartoline, video o musica. Obbligatorio che siano inediti e strettamente autobiografici: nessuna opera romanzata, ma racconti veritieri sulla propria vita, scritti anche in lingua non italiana.

22/01/2018