Il paese fantasma rinasce: la seconda vita di Brento Sanico

di Ilaria Giannini

Il borgo nel comune di Firenzuola, sui monti dell’Appennino tosco-romagnolo, è abbandonato da sessanta anni: ora grazie a un progetto di volontariato le sue case vengono date in comodato d’uso a chi sogna una vita nella natura.

Dopo più di sessant’anni di abbandono il borgo di Brento Sanico si prepara a rinascere. Questo piccolo paese fantasma di origine medievale – una manciata di case e un’antica chiesa, circondate dai boschi dell’Appennino tosco-romagnolo – si trova nel comune di Firenzuola e dall’inizio degli anni Sessanta è completamente disabitato. Ora un progetto audace di recupero si propone di regalargli una seconda occasione: le abitazioni saranno ristrutturate e date in comodato d’uso gratuito a chi come il paese è in cerca di una seconda vita, più vicina alla natura e ai ritmi lenti di una volta. 

Tutto è nato dalla volontà dell’escursionista e scrittrice Anna Boschi, che nel 2016 visita per la seconda volta Brento Sanico e decide di salvare prima la chiesa di San Biagio e poi tutto il paese.
“Ero stata la prima volta qui venticinque anni fa, insieme al mio compagno che purtroppo adesso non c’è più – racconta Anna – ci sono ritornata perché mi era rimasta impressa quella bellissima chiesa, con i suoi affreschi colorati, l’ho ritrovata avvolta nei rovi e in rovina. Così con alcuni amici abbiamo ripulito la strada d’accesso e poi abbiamo cercato qualcuno per riparare il tetto della chiesa.”

Brento Sanico
Anna si rivolge a don Antonio Samorì, parroco di Basiago, nel comune di Faenza, che aveva già ristrutturato tre chiese e con il suo gruppo di muratori volontari si mette al lavoro: ricostruiscono il tetto della quattrocentesca chiesa di San Biagio con la stessa pietra serena con cui era stato originariamente fabbricato.
Ma don Antonio non si ferma qui: acquista le sei case di Brento Sanico completamente in rovina e inizia con Anna il progetto di salvataggio di tutto il paese.

“Adesso le case ancora non sono pronte, solo la più grande ha già il progetto e l’armatura per poterla ristrutturare, siamo fermi da due mesi e mezzi per colpa del Coronavirus ma il 3 giugno ripartiremo – spiega Anna – il nostro desiderio è quello di far rinascere questo borgo com’era un tempo, quando la gente viveva con gli animali, lavorando la terra, raccogliendo le castagne.”

Brento Sanico

Un sogno a cui molti hanno già risposto: Anna ha già ricevuto più di 500 mail di aspiranti futuri abitanti di Brento Sanico. “Mi hanno scritto famiglie con bambini, coppie di anziani in pensione, tantissime persone entusiaste di cambiare vita, adesso ci rimetteremo al lavoro per terminare la prima casa questa estate” conclude Anna.
A far conoscere l’iniziativa ha contribuito in modo significativo il documentario girato da Tommaso Tucci, un fiorentino appassionato di borghi medievali.

“I paesi abbandonati mi hanno sempre affascinato – racconta Tommaso – l’estate scorsa a margine di un’escursione mi sono imbattuto in Brento, che non si vedeva neanche perché era immerso nella vegetazione, e mi ha subito stregato, così quando ho scoperto il progetto di recupero di Anna Boschi e don Antonio ho proposto loro di fare un documentario per dare visibilità a questa realtà.”

Il documentario, montato con l’aiuto di Alessio Razzolini, si apre con la lettera della signora Carla Calamini, una delle ultime abitanti del paese, che fino ai 18 anni ha vissuto qui e racconta la vita semplice che si conduceva allora nel suo borgo. Nella speranza che presto la luce nelle case di Brento Sanico si possa accendere di nuovo.


Per informazioni si può scrivere a: piccoloedada_2014@libero.it

 

 

19/05/2020