Rossi, sicurezza lavoratori: 'Un esercito non può combattere se non ha gli strumenti per farlo'

di Simona Bellocci

Il governatore interviene con un lungo post su Facebook, dove commenta anche la presa di posizione della presidente della BCE Lagarde

Sono poco meno delle sette di questa mattina quando Enrico Rossi affida a Facebook non solo il punto sui dispositivi di protezione per la salute dei lavoratori ma anche una riflessione politica rispetto alle parole della presidente della BCE, Christine Lagarde che ieri ha fatto crollare e borse. ‘Non spetta a noi ridurre gli spread’ ha detto la francese. Una frase che ha creato il caos internazionale.

Una posizione che il  governatore toscano ha definito ‘un disastro’. ‘Tutti hanno notato la differenza tra lei che dice che far calare lo spread non è il suo lavoro e Draghi che diceva che avrebbe usato tutto ciò che era necessario per raggiungere l’obiettivo. Non promette affatto bene la nuova guida “politica” della BCE’, ha aggiunto Rossi - Mattarella ha fatto bene a rispondere e a chiedere che l’Italia sia aiutata e non ostacolata’.

Il presidente della Regione Toscana è poi tornato sulla questione della sicurezza dei lavoratori, di quelli insomma che da decreto devono lavorare.

Ieri, come nei giorni addietro - ha spiegato - io e il mio staff siamo stati impegnati al massimo a cercare mascherine, camici e prodotti medicali. La nostra autonoma produzione di mascherine con tessuto non tessuto sta aumentando, e anche le forniture dalla Protezione civile di Roma sono diventate significative. Oggi e domani, la distribuzione in Toscana comincerà ad essere più consistente. Ma solo con gli inizi della prossima settimana pensiamo di poter arrivare a soddisfare le esigenze che crescono in continuazione. Abbiamo cercato anche gli occhiali e ordinato di costruire migliaia di visiere.
Abbiamo ordinato anche duemila dispositivi per l’alimentazione dell’ossigeno a domicilio. Ma devono arrivare dagli Stati Uniti. Vedremo’.

Poi ci sono le buone notizie. Almeno sulla carta. La Cina infatti è entrata in over produzione di mascherine dopo lo stop all’emergenza e dunque si trova pronta ad esportare in tutto il mondo. Ed è qui però che nasce la preoccupazione di Rossi: ‘Il rischio - scrive - è che se la pandemia si aggrava in altri paesi e continenti, essa venderà e esporterà dove più gli conviene’.

Però al di là della riflessione Rossi torna al pragmatismo: ‘Voglio assicurare i lavoratori della sanità che il nostro impegno per dotarli di adeguate protezioni è totale e non esclude nessuna possibilità e nessuna via per raggiungere l’obiettivo. Sono consapevole che non si può chiedere ad un esercito di combattere se non è fornito degli strumenti per farlo e delle più elementari protezioni’.

‘Certo - prosegue il governatore della Toscana - una considerazione deve essere fatta: gli Stati dell’Europa che litigano per le mascherine, che non hanno un piano per forniture sanitarie in caso d’emergenza sono il segno drammatico di come sia stupido affidare tutto al mercato globale e alle sue regole del profitto che con la salute spesso non si conciliano. I lavoratori dei comparti produttivi, degli alimentari e di altri settori sono giustamente preoccupati per la loro salute. Si sentono “carne da macello”. Nessuno ha pensato ad emanare direttive chiare per tutelare la salute di chi lavora. Finora si è evitato di rispondere alle domande legittime che pongono tanti lavoratori, come se non esistessero e come se da loro non dipendesse la ricchezza del Paese. Io ho posto il tema a livello nazionale’.

Rossi ha poi annunciato che oggi incontrerà i  sindacati regionali dei lavoratori per discutere di questo problema e cercare di individuare soluzioni e proposte.

Certo è che se quasi tutta Italia è in reclusione per l’emergenza sanitaria  e per senso di responsabilità è altrettanto vero che non è più rinviabile una soluzione per tutti quei lavoratori che non possono fermarsi perché da loro dipende la garanzia delle  cure, l’approvvigionamento e vendita di cibo, trasporti, servizi essenziali. Rossi ha ragione da vendere: ogni vita ha un valore che non può essere messo da parte. Le soluzioni servono. Adesso.

 

13/03/2020