Un milione e mezzo per la sicurezza a bordo di treni e bus

di Giulia Rafanelli

Trentacinque gli episodi di aggressione dall'inizio dell'anno. Introdotte nuove misure deterrenti: arriva anche una app

1 milione e mezzo per aumentare la percezione della sicurezza a bordo. A tanto ammonta l’impegno economico della Regione Toscana a sostegno delle azioni intraprese per tutelare i pendolari del treno e del bus ma anche del proprio personale. Stando ai dati forniti dalla Polfer toscana, infatti, sono stati 35 gli episodi di aggressione da gennaio al 31 agosto di quest’anno.

Un numero in calo rispetto al passato ma che la cabina di regia sulla sicurezza a bordo treni istituita dalla Regione Toscana e coordinata dal Prefetto di Firenze (con la partecipazione di tutte le Prefetture della Toscana, del questore di Firenze, della Polfer, di Trenitalia, Rfi, delle aziende di trasporto pubblico su gomma e delle organizzazioni sindacali di settore) non intende sottostimare.

Da qui la decisione di massimizzare gli investimenti sia per incrementare il numero di addetti alla sicurezza a bordo, aumentando i punti di assistenza alla clientela anche nelle stazioni di Arezzo, Signa e Grosseto in aggiunta a quelli già attivi a Firenze Santa Maria Novella e a Pisa, e rinnovando la convenzione con Trenitalia e i corpi di pubblica sicurezza per il libero accesso degli agenti sui treni regionali in cambio della loro disponibilità ad intervenire in caso di minacce ai passeggeri e al personale in servizio.
Allo stesso scopo saranno aumentate anche le misure deterrenti sui bus.

Vediamole nel dettaglio:

Trasporto su ferro. Con un investimento di 400.000 euro è stata rinnovata per il 2020 la convenzione sottoscritta dalla Regione con Trenitalia e cinque corpi di pubblica sicurezza toscani (Polizia dello Stato, Carabinieri, Carabinieri Forestali, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria) per consentire agli agenti di viaggiare gratis in cambio della loro disponibilità a qualificarsi come membri delle forze dell'ordine ed intervenire in caso di minacce alla sicurezza dei passeggeri o del personale in servizio.

Per facilitare gli interventi e migliorare la comunicazione tra il capotreno e gli agenti delle forze dell'ordine presenti a bordo, è stata recentemente proposta da Trenitalia l'installazione sugli smartphone dei soggetti coinvolti di una di una nuova app di cui ci ha parlato Stefano di Maria, della direzione produzione aziendale di Trenitalia.

Con altri 700.000 euro (350.000 per l'annualità 2019 e 350.000 per il 2020) saranno incrementati:

  • i punti di assistenza alla clientela (6 addetti in aggiunta agli attuali 17, facilmente individuabili grazie alla pettorina rossa) presso le stazioni ferroviarie di Arezzo, Siena e Grosseto (ed altre a seconda della necessità) oltre a Firenze Santa Maria Novella e Pisa Centrale già interessate dal progetto di Trenitalia;
  • le squadre itineranti di addetti alla sicurezza (8 unità, in aggiunta alle 16 già assunte da Trenitalia, individuabili dalle pettorine blu) che saliranno anche a bordo treno e oltre ad assistenza la clientela potranno controllare i biglietti e dissuadere, anche solo con l'azione di presidio, eventuali malintenzionati.

Per quanto riguarda il trasporto su gomma. Grazie ad un investimento di 300.000 euro la Regione sta per avviare un proprio progetto per aumentare la sicurezza e scoraggiare i malintenzionati anche a bordo dei bus.

Queste alcune delle azioni previste:

  • l'installazione di protezioni e barriere a tutela del posto di guida del posto di guida sugli autobus urbani;
  • l'installazione di telecamere a bordo;
  • una campagna di sensibilizzazione sulla tutela del viaggiatore a bordo
  • il monitoraggio, anche in collaborazione con le forse dell'ordine, delle corse più critiche;
  • la presenza a bordo di veri e propri addetti alla vigilanza che, in analogia con il lavoro svolto dalle 'pettorine blu' sui treni e nelle stazioni, offriranno assistenza alla clientela e controlleranno che non vi siano situazioni critiche, scoraggiando eventuali malintenzionati.

Resta fondamentale l’attività di formazione del personale viaggiante e la sensibilizzazione verso le tematiche del corretto viaggiare. Altrettanto fondamentale è non tenete taciuti gli episodi che minano la serenità di chi viaggia o lavoro su bus e treni perché sono tramite le denunce presentate la prefettura è in grado di analizzare il fenomeno e adattare le soluzioni previste alle reali necessità.

26/09/2019