Siena, il cavallo scosso della Tartuca vince il palio che spezza le tradizioni

di Gianluca Testa

Il fantino Tempesta cade durante la carriera. Nonostante questo, nel Palio delle prime volte, a otto anni dall'ultimo successo la Tartuca vince con lo 'scosso' Remorex

Dopo due mosse invalidate e diverse cadute, ad aggiudcarsi l'edizione straordinaria del Palo di Siena è Remorex, il cavallino scosso della Tartuca, esordiente di otto anni. Per la contrada dai colori giallo e turchino, evidenti solo sulla testa del cavallo, si tratta della 49esima vittoria. L'ultima risaliva addirittura al 16 agosto 2010. Sfortunata la caduta del fantino Andrea Coghe, detto Tempesta, durante la carriera.

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Quello che si è corso oggi è stato il Palio delle prime volte. O "quasi" prime. Ad esempio è straordinaria la vittoria di un cavallo senza fantino. Ma, come accade solo in certe occasioni, stavolta non c'è stata corrispondenza anche con l'ordinaria alternanza delle contrade. Tradotto: tutte e dieci le partecipanti sono state estratte a sorte. Ma non è tutto. Perché, almeno fino a stasera, nessuno dei cavalli aveva mai vinto. Sette erano debuttanti (compreso Remorex), tre avevano corso soltanto una volta. E poi c'è il calendario: un Palio a ottobre. No, non è la prima volta. Ma per cercare i soli due precedenti bisogna andare indietro, molto indietro nei secoli. La prima volta fu nel Settecento, la seconda a metà Ottocento. Il terzo Palio straordinario d'ottobre s'è cosrso oggi.

La straordinarietà di questo evento, che s'inserisce in un periodo di bassa stagione nonostante le ferrovie abbiano aumentato le corse verso Siena, è una ricorrenza. Ovvero il primo secolo che ci separa dalla prima guerra mondiale. E forse non è un caso che le prime immagine trasmesse da Rai2, all'inizio della diretta nazionale, fossero proprio quelle dei diciassette alfieri in rappresentanza delle altrettante contrade. Erano lì, in fila sul tufo per la sbandierata finale. Chi lancia la bandiera più in alto sarà baciato dalla sorte, dicono in piazza. Ma ciò che più conta è che quella sbandierata sia stata introdotta proprio nel 1919, cioè dopo la fine della Grande guerra. Un gesto nato come una celebrazione e sopravvissuto al tempo.

Nonostante tutte le eccezioni, però, Piazza del Campo è ugualmente stracolma. Circa 40mila presenze. Un fatto che rende ancor più suggestivo e surreale il silenzio che precede l'estrazione che sancisce come ogni volta l'ordine di partenza. All'annuncio della Chiocciola, prima contrada estratta che non vince da ben diciannove anni, il silenzio viene spezzato da un fragoroso applauso accompagnato da grida e fischi. Un gesto che suona come una liberazione ma che, ahinoi, non è sufficiente a scaricare la tensione.

E così tra i canapi vanno in scena le ormai note strategie. Cambi di posto, ingressi ritardati, scaramucce tra fantini. E il fatto che delle dieci contrade in gara ben quattro siano rivali storiche non facilita certo la partenza. Ma non la si può tirare troppo per le lunghe. Il sole tramonta più in fretta, le ombre si allungano, si accendono le luci nelle case che si affacciano su Piazza del Campo. Qualcuno teme di non poter correre a causa dell'oscurità. Ma si correrrà. Sicuramente si correrrà. In cuor loro, in piazza, tutti sanno che arriverà il momento in cui il mossiere darà il via. La prima partenza annullata, quelle delle 17 e 34, è solo il preludio di quello che di lì a breve sarà la il Palio che conta.

Alla fine ad aggiudicarsi il drappo di seta realizzato dall'artista torinese Gian Marco Montesano (in cui è ritratto non a caso un soldato, immortalato nel gesto del baciamano) è stato Remorex. E a far festa è stata la contrada della Tartuca.

20/10/2018