C'era una volta un bambino che amava gli autobus

di Giulia Rafanelli

Inizia con un ragazzino incuriosito dai mezzi di trasporto il nostro racconto 'in movimento' sui mezzi di trasporto della Toscana che si muove

C’era un bambino che ogni giorno si faceva accompagnare a prendere l’autobus dai suoi genitori.

Montava a bordo e iniziava ad appuntare, sul suo quadernino, tutte le fermate che il bus faceva.

I genitori lo attendevano al capolinea. Faceva la stessa cosa tutti i giorni. Alla fine dell’estate aveva riempito tre quaderni.  

Se non avessi visto con i miei stessi occhi quei quaderni scritti fitto fitto forse non ci avrei mai creduto. ‘Perché lo facevi?’, chiesi a quel bambino oggi diventato un uomo. “Non capivo perché i bus fossero sempre vuoti rispetto alla quantità di persone che avrebbero potuto trasportare. E non ne capivo il motivo. Pensai che dipendesse dal fatto che non sapevano quale prendere per andare dove dovevano andare. Mi sembrava la soluzione più logica perché il trasporto pubblico – aggiunse con la coscienza dell’adulto ma con ancora la passione che lo muoveva ogni mattina a salire su un bus diverso – è la scelta più intelligente per una città e di una città. Pensavo allora – e lo penso oggi – che le persone devono solo essere incentivate a usare i mezzi pubblici, dopodiché, anche per loro, sarà l’unica scelta intelligente possibile”.

Una scelta intelligente. Lo è. Un viaggio in treno produce la metà di grammi di CO2 di un’auto e la tramvia, a Firenze, ne abbatte otre 12 mila tonnellate all’anno.

C’è poi la questione delle distanze, che si annullano, si riducono, si superano. Siamo cittadini ovunque. Certo, per incoraggiare la scelta del mezzo pubblico sono fondamentali politiche strategiche, servono investimenti. Di tutto ciò, delle risorse, dei progetti futuri, di quelli già realizzati in questo settore si è parlato all’annuale convegno dedicato alla Mobilità Regionale promosso dalla Regione Toscana (qui il servizio). 

Ma quando si parla di trasporti, c’è anche un altro aspetto da tenere presente: il loro essere a servizio della collettività, aspetto che quel ragazzino aveva colto subito: atterrare, ripartire a bordo di una metropolitana di superficie, salutare un’amica.

Quattro chiacchiere prima di riprendere un treno che ti porterà a prendere il traghetto che ti farà approdare sull’isola che c’è. Si può.

 

 

04/10/2019