"Abbiamo bisogno di sognare": l'urlo viola del web

di Simona Bellocci

"This is Fiorentina", un video su YouTube ripercorre la storia della squadra e dei suoi tifosi, quasi in risposta al tanto atteso "Patto per Firenze" annunciato da Andrea Della Valle

“We need to dream”, è scritto in inglese tanto per rendere più universale il concetto ma quel grido di amore per la Fiorentina che arriva da internet è tutto italiano e dice “Noi abbiamo bisogno di sognare”. Si legge in viola, su fondo nero in un video postato da un tifoso su YouTube. Si chiama “This is Fiorentina” e da qualche giorno sembra diventato l’inno di tutti quelli che il giglio ce l’hanno stampato sul petto dalla nascita. Oltre 11 mila visualizzazioni in 5 giorni, un tam tam inarrestabile sui social network per quelle immagini che raccontano la Fiorentina, la sua gente, i suoi campioni, chi ha fatto la storia di una società che non ha mai vinto molto ma che ha sempre emozionato i suoi tifosi, che ha mosso rabbia e lacrime, gioia ed entusiasmo, come in ogni grande amore che si rispetti.

Così, a poche ore dalla presentazione di quello che sarà il tanto atteso “Patto con Firenze”, annunciato dal patron Andrea Della Valle (ma che sarà illustrato badate bene dal neopresidente Cognigni) il popolo viola sembra aver già dato la sua risposta. Una risposta di pancia e soprattutto di cuore. A parlare sono le immagini del Franchi stracolmo di tifosi, Vittorio Cecchi Gori in piedi sulla balaustra, Baggio che innamora e poi viene venduto all’acerrima nemica bianconera, Batistuta e Rui Costa, Trapattoni, Terim, Mondonico e la storica promozione in serie A dopo il fallimento. Poi c’è Prandelli che scuote la testa, c’è Luca Toni che segna, c’è l’unico grande numero 10, Giancarlo Antognoni. C’è una storia che è fatta di uomini, di persone, così carica di amore da smuoverti lo stomaco.

E’ una storia che sa di Fiorentina. Quando la Fiorentina era un tutt’uno, società, tifosi, giocatori.
Vinceva, poco. Perdeva, qualche volta. Emozionava, all’infinito. Perché le basi per sognare c’erano tutte. Perché la “viola”, come la chiamano i fiorentini è il patrimonio della città come il Duomo, il Ponte Vecchio e il David. E’ “proprietà” di chi si fruga in tasca a luglio per fare l’abbonamento, di chi risparmia due lire e la segue anche in trasferta cercando di far quadrare in conti anche in tempi di crisi, di chi sta al bar di fronte al Franchi a vedere che aria tira. L’annusano, quell’aria. Con gli occhi che si guardano intorno vogliosi di percepire anche un minimo segnale, per capire se il sogno tornerà. Prima o poi.

12/07/2011