Calcio e ambiente: a Pisa si studiano partite più ecosostenibili

La Scuola Sant'Anna coordina il progetto europeo Tackle che vuole migliorare la gestione ambientale delle partite, come lo smaltimento dei rifiuti prodotti, la mobilità, l'illuminazione

Diminuire l'impatto ambientale delle partite di calcio, a partire da quelle di Euro2020: è questo l'obiettivo del progetto europeo Tackle, coordinato dall’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, a cui partecipa anche la Uefa e la Figc.
Le questioni ambientali legate alle partite sono diverse: la gestione dei rifiuti, la mobilità, l'illuminazione, la sensibilità ambientale dei tifosi e il sistema di “governance” ambientale delle associazioni e dei club. Tackle punta anche a sensibilizzare gli attori del mondo del calcio, dalle associazioni nazionali calcistiche, alle società, dai fornitori che operano negli stadi ai tifosi.

La Scuola Superiore Sant’Anna, in qualità di capofila, ha ospitato il meeting per lanciare il progetto e per definire le sue tappe di sviluppo. In vista del prossimo campionato europeo di calcio Euro2020, che si svolgerà in 12 città europee, il progetto Tackle è stato chiamato a sviluppare una serie di linee guida sulla gestione ambientale, da testare in alcuni degli stadi che ospiteranno le partite.

“La gestione ambientale dei grandi eventi è un tema molto attuale – spiegano Marco Frey e Fabio Iraldo, docenti della Sant’Anna e referenti scientifici del progetto Tackle - e componenti del nostro gruppo di ricerca in passato hanno già supportato i comitati organizzatori di grandi eventi su strategie e azioni di gestione ambientale, come ad esempio per i giochi olimpici invernali di Torino 2006 o più di recente nel caso del Comitato organizzatore EXPO Milano 2015.”

23/10/2018