Banda larga e smart working: la ricetta di Bugli per i centri rurali

L'assessore alla presidenza della Regione Toscana: 'Attraverso l'innovazione digitale si può invertire lo spopolamento dei territori rurali'

"In Toscana stiamo lavorando attivamente a quella che è la più grande infrastruttura: la banda ultralarga su tutto il territorio. Senza questa non si fa innovazione, smart city, industria 4.0". Ne è convinto l'assessore regionale Vittorio Bugli, intervenuto ieri a Firenze all'incontro "Lo sviluppo delle Smart city in Toscana: tra risultati e prospettive".

"Non possiamo - ha proseguito Bugli - lasciare fuori le piccole città e i centri rurali: attraverso l'innovazione digitale si può invertire anche lo spopolamento dei territori rurali e, può sembrare un'utopia, ripopolarli con smart working e innovazione".

Per il presidente della Camera di Commercio di Firenze, Leonardo Bassilichi, "siamo in giorni difficili, abbiamo due temi caldi come l'Alta velocità e la nuova pista dell'aeroporto, ma una volta risolti anche questi avremo una città piccola, bella e funzionale".

"Firenze - ha spiegato Bassilichi - è tra le prime città in Italia per architettura smart city, ma su molte cose non si percepisce: è difficile pensare a come ci si collega con il servizio pubblico e avere poi i problemi dei lavori della tramvia. Via via che i cantieri saranno finiti percepiremo sempre di più di essere smart".

"Smart city - ha spiegato invece il presidente di Confservizi Cispel Toscana, Alfredo De Girolamo - è la capacità del sistema delle aziende pubbliche di offrire servizi di qualità e metterli in rete. Dobbiamo pensare a una Toscana che sia tutt'una nel pianificare questo approccio, sia per i turisti, sia per i cittadini toscani che devono avere la possibilità di muoversi e viverla in senso più ampio".

24/03/2018